Covid 19
4 Gennaio 2022
11:10

Dati Agenas, intensive al 15%: la situazione regione per regione, in 15 sopra la soglia critica

I dati Agenas del 3 gennaio: sale al 15% il tasso di occupazione delle terapie intensive al livello nazionale, +1% in un giorno. Su anche l’occupazione dei posti letto in area medica al 19%.
A cura di Susanna Picone
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Aumenta la percentuale di occupazione dei posti letto Covid nei reparti di area medica e in terapia intensiva. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio di ieri, lunedì 3 gennaio, effettuato da Agenas, l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Sale al 15% il tasso di occupazione delle terapie intensive al livello nazionale, +1% in un giorno. Su anche l'occupazione dei posti letto in area medica, ora al 19% (+1%) secondo i dati aggiornati a ieri sera. In questo momento mezza Italia è in zona gialla e ricordiamo che le percentuali di saturazione degli ospedali rappresentano uno dei parametri per il cambio di colore delle regioni.

I dati Agenas al 3 gennaio 2022
I dati Agenas al 3 gennaio 2022

Sono 15 ad oggi le regioni con le rianimazioni sopra la prima soglia critica del 10%: Abruzzo e Umbria (12%), Sicilia (13%), Lombardia (14%), Emilia Romagna, Calabria e Toscana (15%), Friuli Venezia Giulia e Lazio (17%), Provincia di Bolzano, Piemonte e Veneto (18%), Liguria e Marche (21%), Provincia di Trento (24%). La Liguria è a forte rischio di passare in zona arancione avendo superato la soglia del 20% di terapie intensive ma essendo anche sul filo per i ricoveri ordinari. Questi sono al 30%, esattamente al limite della zona arancione.

I dati della Liguria che rischia la zona arancione
I dati della Liguria che rischia la zona arancione

Per quanto riguarda i posti in area medica di pazienti Covid con sintomi, gli ultimi dati parlano di un tasso di occupazione a livello nazionale del 19%. I dati sono in aumento in 17 regioni. Le situazioni più critiche e sopra la soglia del 15% si registrano nelle seguenti regioni: Valle d'Aosta (45%, con un balzo del +9%), Calabria (31%) e Liguria (30%). Poi c’è l’Abruzzo al +15%, la Campania al 18%, Emilia Romagna al 17%, Friuli Venezia Giulia (24%), Lazio (17%),Lombardia (21%), Provincia autonoma di Bolzano (17%), Piemonte (23%), Puglia (11%), Sardegna (11%), Sicilia (24%), Toscana (15%), Umbria (24%), Veneto (20%).

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