Carlo Giovanardi

Neanche di fronte alla condanna a dodici anni di reclusione per la morte di Stefano Cucchi, inflitta dal tribunale ai due carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro, Carlo Giovanardi intende fare un passo indietro sue affermazioni sul caso della morte del geometra romano. Dopo la sentenza, infatti, l'ex parlamentare del Pdl, interpellato, ha assicurato che non ha nessuna intenzione di chiedere scusa alla famiglia Cucchi come pure avevano chiesto i parenti del 31enne in aula subito dopo la lettura del verdetto. Secondo Giovanardi, la sentenza del processo resta ambigua e comunque si dovrà attendere i tre gradi di giudizio prima di mettere la parola fine al caso Cucchi. "La verità giudiziaria per la nostra Costituzione si afferma con sentenza passato in giudicato" ha spiegato l'ex senatore all'Adnkronos.

"Davanti alle due sentenze di oggi che dicono l'una il rovescio dell'altra, nel senso che una riconosce la responsabilità dei medici per le mancate cure e l'altra che addebita la colpa ai carabinieri per la morte di Stefano, vedremo nel processo dei processi cosa emergerà con il verdetto definitivo" ha poi argomentato Giovanardi. Il riferimento e al processo e alla sentenza emessa poco prima  nello stesso giorno a carico dei medici dell'ospedale Pertini di Roma dove Stefano Cucchi era stato ricoverato dopo le percosse subite in caserma. Un verdetto che ha visto la prescrizione dei reati per quattro medici e l'assoluzione per un altro dottore.

Per quanto riguarda le scuse alla famiglia di Stefano Cucchi, Giovanardi infine ha ribadito: "Chiedere scusa per cosa? La famiglia Cucchi mi ha querelato e ha avuto torto da parte del gip di Roma che ha archiviato dicendo che Giovanardi ha sempre detto la verità, ha fatto riferimento ad atti giudiziari, ha sempre usato un linguaggio temperato, moderato, senza mai offendere nessuno… scuse quindi per cosa?".