Non pochi calcinacci dovuti al distacco di una ondina del soffitto, dalla volta della Galleria Berté sull’autostrada A26 sono crollati in strada oltre due tonnellate di detriti di cemento che avrebbero potuto provocare una vera e propria strage. È quanto hanno stabilito le prime indagini della polizia stradale sui detriti piovuti sull’asfalto della Genova-Gravellona Toce il 30 dicembre scorso. A rivelarlo è stato lo stesso Procuratore di Genova che sta seguendo il caso per il quale è stato aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di accusa di crollo colposo. “Subito dopo il crollo ho mandato la Polizia Stradale a pesare tutti i pezzi" ha rivelato infatti Francesco Cozzi. Dalle analisi sommarie è emerso che a staccarsi è stata una massa consistente che avrebbe potuto uccidere se in quel momento in galleria si fosse trovato a passare un veicolo di qualsiasi tipo.

Sui detriti così come sulla galleria nei prossimi giorni saranno eseguiti i rilievi tecnici da parte di esperti per stabilire con certezza l’entità del danno e per circoscrivere il problema. Occhi puntati per ora sulle verifiche strutturali condotti nei mesi precedenti da Spea la società di ingegneria del gruppo Atlantia, la holding della famiglia Benetton. Non a caso il pm di Genova titolare dell’inchiesta, Marcello Maresca, ha conferito l’incarico delle indagini alla Guardia di finanza dopo i primi accertamenti condotti dalla polizia di stato. Si tratta degli stessi finanzieri che da mesi indagano sulle verifiche del ponte Morandi.

Nei giorni scorsi proprio gli ispettori Spea che hanno firmato l’ultima relazione sulla galleria Berté sono stati sospesi dal loro incarico in attesa di ulteriori verifiche. La stessa Spea per ora non eseguirà più i controlli su gallerie e viadotti autostradali, affidati da una società esterna tramite gara indetta da Autostrade. Sui controlli passati e futuri è stato duro il commento del Procuratore Cozzi che ha sottolineato: “È inconcepibile che i controllori siano designati da chi deve essere controllato. Spetta al Mit indicare il soggetto controllore, che non dovrebbe avere alcuna relazione con il concessionario".

La stessa Procura genovese ha sollecitato Aspi affinché provveda immediatamente al monitoraggio di tutte le gallerie della zona dopo aver avuto una informativa della polizia stradale. Secondo indiscrezioni raccolte da Repubbica, infatti, gli agenti avrebbero segnalato almeno altri tre tunnel a rischio attorno a Genova. Si tratterebbe delle gallerie Monte Sperone, Torbella e Monte Galletto, situate attorno al bivio che collega la A-12 (Genova – Livorno) alla A-7 (Genova-Milano).