Nelle ultime 24 ore 217 persone hanno fatto ingresso nei reparti di terapia intensiva degli ospedali di tutta Italia a causa dell'aggravarsi dei sintomi del Covid-19. In totale, secondo il bollettino odierno diramato dal Ministero della Salute, i pazienti in rianimazione sono 3.597 e la situazione più complicata è, ancora una volta, quella della Lombardia: quasi un quarto dei ricoverati totali in terapia intensiva sono concentrati nella regione italiana che più di tutte le altre sta pagando le conseguenze della pandemia di coronavirus. Quella di oggi è stata per l'Italia una giornata drammatica: 993 persone sono infatti decedute nelle ultime 24 ore, mai così tante dall'inizio dell'emergenza sanitaria, portando il totale delle vittime a 58.838.

I posti in terapia intensiva occupati regione per regione

Questa è la situazione delle terapie intensive regione per regione. Tra parentesi l'incremento giornaliero:

Lombardia: 836 (+32)

Piemonte: 366 (+10)

Campania: 162 (0)

Veneto: 307 (+30)

Emilia Romagna: 245 (+14)

Lazio: 364 (+23)

Toscana: 272 (+18)

Sicilia: 221 (+15)

Puglia: 226 (+33)

Liguria: 102 (+4)

Marche: 88 (+5)

Abruzzo: 76 (+8)

P.A. Bolzano: 35 (0)

Friuli Venezia Giulia: 59 (7)

Umbria: 54 (+2)

Sardegna: 66 (+9)

Calabria: 32 (+2)

P.A. Trento: 45 (+4)

Valle d'Aosta: 11 (0)

Basilicata: 20 (0)

Molise: 10 (1)

ISS: "Contagi in calo ma pressione ancora elevata sugli ospedali"

L'occupazione dei reparti di terapia intensiva dovrebbe scendere nelle prossime settimane. Secondo l'ultimo monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, infatti, l'epidemia ha iniziato una settimana fa a rallentare e in diverse Regioni l'indice Rt si ferma attorno all'1. "Per la prima volta da molte settimane, l'incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni è diminuita a livello nazionale". Sono dati incoraggianti, rimarcano gli esperti, che "segnalano l'impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane". C'è tuttavia un indice di allarme e riguarda la situazione negli ospedali. L'Iss – nel monitoraggio del 27 novembre – registrava un lieve aumento nelle ospedalizzazioni, sia per quanto riguarda l'area medica che le terapie intensive. La pressione sul servizio sanitario è "ancora molto elevata e complessivamente non è in regressione". Una diminuzione della pressione sulle strutture sanitarie ci sarà, quindi, solo tra alcune settimane.