Incontro periodici sempre nello stesso posto, in un angolo anonimo alla periferia di Roma dove, dopo un lungo sopralluogo, i due si avvicinavano e avveniva lo scambio di documenti militari riservati n cambio di soldi, così la spia russa comprava i segreti militari dal capitano della Marina militare italiana Walter Biot prima che il blitz dei carabinieri dei Ros sorprendessero entrambi nella serata di ieri arrestandoli. Incontri che pare andassero avanti da tempo, almeno da mesi, come accertato dalle indagini condotte dai militari dell’Arma con la collaborazione dell'Aisi, i servizi segreti per la sicurezza interna, e dello stesso Stato Maggiore della Difesa per cui il militare lavorava.

Gli incontri tra Biot e agente russo a Roma

Il luogo dell’appuntamento fra l'ufficiale infedele e la spia russa era la zona a sud della Capitale, nel quartiere di Spinaceto. Come ricostruito dall'Adnkronos in base ai documenti dell’inchiesta, qui l’agente russo giungeva prendendo i mezzi pubblici mentre il capitano della Marina arrivava con la sua auto dove l’agente di Mosca infine entrava, non prima di aver fatto lunghi sopralluoghi per controllare che l'ufficiale italiano non fosse seguito dai servizi italiani e dalle forze di polizia. La vettura, parcheggiata lontano da occhi indiscreti, era diventata il luogo di scambio più abituale tanto che gli investigatori del Reparto operativo speciale dell'Arma, che da mesi seguivano ogni loro movimento, avevano deciso di piazzarci dentro anche alcune microspie. I dialoghi registrati tra Walter Biot e l’agente russo insieme ai video dei loro incontri ripresi da lontano hanno contribuito a incastrare i due.

Capitano spinto dal bisogno di soldi

Anche ieri al momento del blitz i due si erano dati appuntamento nel solito posto ma i carabinieri hanno deciso di intervenire temendo una fuga dopo aver constatato che il capitano si era presentato all'appuntamento con una vettura diversa dal solito. Dopo l’arresto e le accuse di spionaggio politico-militare e spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione, entrambi gli arrestati si sono chiusi nel mutismo non rispondendo alle domande degli inquirenti. Secondo gli investigatori il capitano sarebbe stato spinto a tradire per bisogno di soldi a causa di un grave problema di famiglia, resta da capire come i russi siano riusciti ad avvicinarlo per chiedergli informazioni.