È aumentato il numero dei contagiati da coronavirus in Veneto: tra questi ci sarebbero anche la moglie e una figlia di Adriano Trevisan, il paziente morto ieri sera nel padovano dopo essere  risultato positivo al Sars-Cov-2. L'uomo, 77 anni, era un muratore in pensione e aveva tre figli, tra cui anche Vanessa Trevisan, ex sindaca di Vo'Euganeo, l'epicentro del contagio in Veneto. L'uomo era ricoverato da circa una decina di giorni nell'ospedale di Schiavonia per precedenti patologie e al momento del decesso si trovava in terapia intensiva, in condizioni critiche.

A dare la notizia della positività di moglie e figlia della vittima è stato lo stesso presidente del Veneto, Luca Zaia, che a margine del vertice della Protezione civile di Marghera ha comunicato: "Stiamo continuando con la task force, a breve ci collegheremo col presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ci siamo già sentiti più volte col ministro Speranza e il commissario Borrelli, con i quali abbiamo fatto un'ora di videoconferenza in mattinata. Abbiamo altri sette casi positivi tra cui due familiari del signor Trevisan, ovvero la moglie e le figlia. A breve diffonderemo delle linee guida per tutti i Comuni". Dalle dichiarazioni del governatore leghista, i casi accertati nella Regione sono passati a 12.

Aumentano i contagi in Veneto, Zaia: "12 casi accertati"

"Non capiamo ancora come sono avvenuti i contagi. Abbiamo predisposto la massima allerta", ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, confermando la presenza di 12 casi nella Regione. Tra le misure precauzionali indette all'ultima ora, Zaia ha anche annunciato la chiusura delle università del Veneto fino alla prossima settimana. Il governatore ha comunicato di essersi consultato con i rettori dei vari atenei, mentre per altri provvedimenti, ad esempio per quanto riguarda le manifestazioni del carnevale di Venezia, bisognerà aspettare le direttiva del governo che attueranno iniziative uniformi in tutta la penisola.

Nel frattempo il Comune di Vo' Euganeo rimane completamente isolato e blindato, mentre si effettuano tamponi su tutta la popolazione. Oggi è anche iniziata l'evacuazione dell'ospedale di Schiavonia, dove era ricoverato Adriano Trevisan. Per il momento ci sono buone notizie: i primi 200 test effettuati sono infatti risultati negativi.

Le spiegazioni della virologa Ilaria Capua a Fanpage.it

La virologa Ilaria Capua ha fatto il punto della situazione in esclusiva con Fanpage.it: ha definito l'emergenza da Sars-Cov-2 una sindrome influenzale da coronavirus in quanto i sintomi sono quelli tipici di una normale influenza. Per la maggior parte, si tratta infatti di casi lievi per cui i pazienti, come sottolineato anche dall'Oms, guariscono. I rischi aumentano per persone anziane o affette da altre patologie, quindi persone più vulnerabili e meno resistenti.

La virologa ha cercato di rassicurare di fronte alla psicosi: nonostante i contagi stiano effettivamente aumentando rapidamente e più persone risultino positive al tampone, l'Italia è dotata di un servizio sanitario che funziona e riuscirà a far fronte all'emergenza. Capua ha quindi richiamato alla responsabilità di ogni cittadino nel seguire le direttive e le misure precauzionali indicate dalle autorità: "Non c’è tempo per fake news, teorie del complotto, negozionismo. È un’emergenza sanitaria, questa, che non riguarda noi come singoli, ma che ci riguarda come comunità e come sistema Paese. Noi dobbiamo essere parte della soluzione e non parte del problema".