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Cornelia tenuta morta per due mesi in casa a Macerata, ditta incaricata della bonifica trova 137mila euro in contanti

In casa della donna marchigiana di 65 anni rinvenuta morta e quasi mummificata in casa sua a Cingoli, dove era deceduta da almeno due mesi, la ditta incaricata della bonifica dell’abitazione ha trovato diverse buste occultate con all’interno mazzetti di banconote ben ordinate.
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La terribile vicenda di Cornelia Daniela Merz, la donna marchigiana di 65 anni rinvenuta morta e quasi mummificata in casa sua a Cingoli, dove era deceduta da almeno due mesi, si arricchisce di una nuova e all'apparenza inspiegabile scoperta. La ditta incaricata della bonifica dell'abitazione in provincia di Macerata, infatti, nei giorni scorsi si è imbattuta in un ritrovamento decisamente inatteso: quasi 137 mila euro in contanti.

Come ricostruisce La Nazione, a fare la scoperta sono stati due tecnici della Ekonore, azienda specializzata che era stata incaricata per il delicato intervento di bonifica post-mortem. Nel bel mezzo dell'intervento nel Casolare di Troviggiano, rovistando tra mobili e oggetti sparsi nell'abitazione, i due uomini infatti hanno scoperto la presenza di diverse buste occultate in vari angoli della casa nelle quali hanno trovato, ben ordinati, mazzetti di banconote dal valore complessivo di 136.900 euro.

Davanti a quell'inusuale ritrovamento, i due tecnici hanno immediatamente interrotto le operazioni e allertato i loro superiori che quindi si sono messi in contatto con le autorità per informarle dell'accaduto e chiedere come procedere. "La scelta è stata immediata e naturale: interrompere le attività, informare la direzione e avvisare le autorità competenti, affinché tutto fosse gestito secondo le procedure previste" spiega la società.

Sul posto quindi sono intervenuti gli agenti della polizia locale che hanno inventato le buste con i soldi redigendo un regolare verbale e prendendo in consegna il denaro. La somma probabilmente sarà destinata al marito 75enne e al figlio disabile della vittima che al momento del rinvenimento della sessantacinquenne, un mese fa, furono rinvenuti in casa in stato confusionale come se non si fossero accorti del decesso della donna che era ancora a letto.

Il terribile rinvenimento infatti era avvenuto solo quando sul posto erano intervenuti i servizi sociali e la polizia locale dopo alcune segnalazioni che avevano insospettito le autorità. Alcuni vicini di casa infatti avevano segnalato che la donna non si vedeva da tempo e dall'abitazione giungevano strani odori mentre contemporaneamente i sanitari del dipartimento di salute mentale di Jesi segnalavano che il figlio della coppia, un disabile di 43 anni, aveva saltato già diversi appuntamenti terapeutici.

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