Coniugi morti in Valpolicella, dopo un anno il Wwf eredita la villa da un milione: “Sarà un’oasi per animali”

Si è conclusa in questi giorni la successione per l'eredità della villa e dei terreni ad essa collegati nella Valpolicella appartenente ai coniugi Steffenoni. La proprietà, da oltre un milione di euro, diventerà una riserva naturale del Wwf. Marito e moglie, trovati morti il 15 marzo del 2025, avevano infatti deciso di lasciare la loro casa in eredità al Wwf del quale erano stati soci in gioventù.
Marito e moglie erano stati trovati senza vita dopo almeno 6 mesi dal loro decesso proprio nella casa della Valpolicella.A trovarli erano stati alcuni ragazzi, un gruppo di "urbex", ossia gli esploratori di edifici abbandonati. E la villa, difatti, avrà bisogno di una serie di ristrutturazioni e migliorie. L'inventario di quel luogo si aggira attorno al milione e mezzo di euro. L'avvocato Gian Pietro Bianchi, che si è occupato delle pratiche della successione per il Wwf, ha fatto sapere che non vi è ancora un piano preciso per la villa e i terreni inaspettatamente ereditati. "L'iter è durato un anno – ha spiegato Bianchi a Fanpage.it – e si è chiuso la settimana scorsa. Cosa sarà fatto ora con quest'eredità non è ancora chiaro. Verrà realizzato un progetto e c'è la volontà di rendere i terreni che circondano la villa una zona in cui non sarà possibile cacciare. Ulteriori dettagli sul progetto per questa villa non ci sono ancora".
Per evitare la caccia nella zona, infatti, sono già state installate delle telecamere. "Probabilmente cosa ne sarà di questa villa si saprà a metà settembre circa. Il Wwf si sta concentrando principalmente sui terreni che sono in effetti la parte più ‘facile' per un ente che si occupa di animali. Sulla villa invece bisognerà ancora ragionare, anche se sappiamo che ha bisogno di ingenti ristrutturazioni. La volontà di questi coniugi era sicuramente che la loro casa diventasse un rifugio per gli animali. Nelle zone limitrofe la caccia è molto sviluppata, invece il Wwf intende vietarla nei terreni vicino alla villa. Nel corso della loro vita hanno sempre amato gli animali e hanno frequentato poco le altre persone, da qui il desiderio di lasciare questa proprietà proprio a un ente del quale sono stati soci per anni per la salvaguardia degli esseri viventi".
La successione, come spiega il legale, è stata complicata dalle circostanze del ritrovamento dei due coniugi, avvenuto 6 mesi dopo la morte. Bisognava poi capire quale dei due coniugi fosse deceduto prima. "Era importante capire a livello testamentario, per esempio, se il lascito era di Marco Steffenoni in favore della moglie Maria Teresa e solo in un secondo momento del Wwf. Entrambi avevano destinato all'ente l'eredità della loro casa, ma avevano espresso sul testamento la volontà che il primo ad ereditare la villa fosse il coniuge sopravvissuto. Abbiamo quindi dovuto aspettare l'autopsia e che la Procura della Repubblica ci fornisse una ricostruzione del decesso. Solo dopo si è attivata la procedura burocratica con gli inventari di marito e moglie".
I coniugi hanno deciso di "premiare" il Wwf non solo per il legame associativo avuto in vita, ma anche nell'ottica di rendere la loro proprietà un luogo sicuro per gli animali e per la biodiversità.