Rappresentare graficamente la situazione dei contagi in Francia non è facile. Il territorio è infatti diviso in tante microaree, tutte dai colori diversi: c'è quella rossa a rischio altissimo e quella dai toni tendenti all'arancione che vorrebbe dire "qui il pericolo è un po' meno". Nonostante i cavilli francesi che scongiurano un nuovo lockdown totale, l'emergenza Coronavirus sta prendendo nuovo vigore nel Paese.

Solo ieri sono stati registrati altri 4.070 nuovi casi in più. A Marsiglia, la situazione resta critica: chiudono bar e ristoranti, le attività che restano aperte puntano sul servizio d'asporto. Scoppiano alcune proteste anti lockdown che per ora sembra essere la misura scongiurata dal governo di Parigi. La Francia entra di diritto nella lista delle nazioni a rischio sottoposte a tampone negli aeroporti. E questa è stata la misura adottata negli ultimi giorni anche dall'Italia: il ministro della sanità Roberto Speranza ha deciso che chi arriva da Parigi o da altri dipartimenti della Francia "con rischio contagio significativo" dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio.

I confini: la testimonianza di Francesco

Francesco è un giovane italiano che vive in Francia, più precisamente a Aix en Provence, vicino Marsiglia. In queste settimane di incertezza dovuti ai nuovi casi di Covid, la sua vita non è molto cambiata. "Indossiamo le protezioni personali come sempre e le attività commerciali sono chiuse – spiega – molti ristoratori stanno offrendo servizi da asporto, ma per esempio in città più vicine a Marsiglia i negozi sono ancora aperti come se nulla fosse. La chiusura a macchia di leopardo sta mettendo in difficoltà soltanto alcune località, non è giusto". Sugli italiani in Francia, però, rivela una cosa. "Volevo tornare in Italia per qualche giorno, ma dovendomi sottoporre a tampone obbligatorio, non sono sicuro di riuscire a tornare a Marsiglia per lavoro. Ci sono persone tornate in Italia che non hanno preso l'aereo, ma hanno attraversato il confine del Monginevro o l'autostrada per Ventimiglia. In questo modo, hanno evitato i controlli".

La questione riguardante i confini, infatti, è molto delicata. Secondo le testimonianze, è sempre presente la polizia francese, che però non ha l'obbligo di effettuare accertamenti anti-Covid sulle persone in uscita. Non si vede invece la polizia italiana, obbligata invece a prevenire casi di ritorno. Chi arriva in Italia da lì, dunque, riesce ad arrivare a destinazione senza doversi sottoporre a tampone. La Costa Azzurra e tutte le regioni della Francia confinanti con l'Italia sono nell'allerta rossa per il contagio e chi deve rientrare in Italia deve attestare l'esito negativo di un tampone effettuato 72 ore prima. Sono esenti solo i 7.000 lavoratori frontalieri e chi ha urgenti e comprovati motivi familiari o di salute per attraversare il confine. Questo vale per l'autostrada di Ventimiglia, sulla quale però sembrano scarseggiare i controlli e le pattuglie.

La frontiera del Monginevro, invece, resta un capitolo non ancora scritto. Passando di qui, è raro trovare le forze dell'ordine italiane. Restano le pattuglie francesi, impegnate però ad evitare il superamento dei confini da parte di migranti. Nel frattempo, da qui passa la maggior parte delle persone che intende rientrare in Italia senza sottoporsi a controllo obbligatorio, anche per soggiorni brevi che terminano con un tranquillo rientro in patria. Qui basta essere autorizzati alla libera circolazione. Un positivo potrebbe tranquillamente uscire dalla Francia ed entrare in Italia senza particolari conseguenze. Il tampone negativo, dunque, resta un dovere principalmente di chi arriva in aeroporto. 

Il servizio per effettuare i tamponi sarebbe attivo in tutte le Aziende sanitarie locali. La Regione Piemonte consiglia di eseguire il tampone presso l'Azienda sanitaria di domicilio, per evitare equivoci con gli organi preposti al controllo della circolazione regionale. Affidandosi alla coscienza di chi viaggia, però, capita che le persone che si autodenunciano all'Asl per effettuare un tampone siano molte di meno rispetto a quelle che ogni giorno valicano i confini, in particolare nel weekend.