Coldiretti: “Invasi da riso Made in Cambogia con tracce di pesticidi”

A cura di D. F.
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L’associazione di categoria ha denunciato: “Il riso che arriva soprattutto da Cambogia e Myanmar rischia di distruggere il nostro reddito”.

Roberto Montecalvo, presidente di Coldiretti, ha messo in guardia dalla presenza nel nostro paese di grandissime quantità di riso "avvelenato": "In questo primo semestre 2014 — denuncia — c’è stata una sanzione alla settimana, sul riso arrivato dalla Cambogia, per presenza di pesticidi non autorizzati o assenza di certificazioni sanitarie. E non si tratta di piccoli quantitativi: nel primo trimestre di quest’anno le importazioni da quel Paese sono aumentate del 360%". Il riso made in Italy, quello per intenderci raccolto dalle mondine, rischia di diventare solo un ricordo del passato. L'Italia, infatti, importa grandissime quantità del cereale da paesi dove i controlli sono pressoché assenti e la coltivazione intensiva. Secondo Coldiretti i consumatori italiani rischiano seriamente di acquistare prodotti di provenienza semi-sconosciuta, coltivati "con residui troppo elevati di fitosanitari che nei nostri campi sono stati banditi da decenni. In questi Pma, Paesi meno avanzati, si usano invece in grande quantità, come dimostrano i controlli effettuati dal Rasff, il sistema di allerta rapido europeo".

La quantità di riso proveniente dall'Asia darà il là, da lunedì a venerdì prossimi, a una protesta degli agricoltori del settore. Coldiretti spiega: "Il riso che arriva soprattutto da Cambogia e Myanmar rischia di distruggere il nostro reddito. Per portare guadagno, il nostro prodotto dovrebbe essere pagato 322 euro a tonnellata e invece raggiunge appena i 240 euro. Questo perché c’è la concorrenza di questi Pma che mettono sul mercato il loro prodotto a 195 euro la tonnellata. Cambogia e Myanmar, in particolare, hanno fatto grossi investimenti in risaie, impianti di essiccazione e reti commerciali, con l’obiettivo dichiarato di esportare 5,5 milioni di tonnellate, pari a oltre il doppio dell’intero fabbisogno dell’Unione europea. E purtroppo stanno raggiungendo l’obiettivo: nella campagna 2008 — 2009 sono state importate da questi Paesi 179.941 tonnellate e in quella 2012 — 2013 ne sono arrivate 190.035. Soltanto le aziende risicole italiane produttrici di indica, nel 2013, hanno incassato 126 milioni, con una perdita di 30 milioni di euro, mentre i costi di produzione sono stimati in 156 milioni. Le nostre esportazioni — abbiamo impiegato decenni, per fare apprezzare i nostri risi all’estero — sono diminuite nello stesso anno del 13,6%. Guarda caso soprattutto in quei Paesi — Francia, Polonia, Paesi Bassi — che sono oggi i migliori clienti della Cambogia".

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