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Cambiamenti climatici
4 Gennaio 2023
18:04

Chi sono e cosa vogliono gli attivisti di Ultima Generazione: “Mettiamo in conto il carcere”

Le voci, le paure, i dubbi e le idee degli attivisti di Ultima Generazione prima e dopo le azioni di disobbedienza civile e di protesta non violenta in diverse città italiane. “Il cambiamento climatico non si ferma e non ci fermeremo neanche noi. Il carcere? Lo mettiamo in conto”.
A cura di Valerio Renzi
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Cambiamenti climatici

La campagna Ultima Generazione nasce nel 2021 in Italia. Alcuni degli attivisti e delle attiviste venivano da una precedente esperienza, quella di Extionction Rebellion, con cui condividono molte pratiche non violente e di disobbedienza civile, oltre che la lotta contro i cambiamenti climatici. La campagna si caratterizza per azioni eclatanti e simboliche per richiamare l'attenzione della politica sui cambiamenti climatici e con due obiettivi principali: "1) interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e di cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale; 2) procedere immediatamente a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili".

Ma gli attivisti di Ultima Generazione non sono soli, aderiscono a un network internazionale presente in 11 paesi che si chiama A22, di cui fa parte ad esempio Just for Oil in Gran Bretagna, i primi che hanno scelto di usare i musei come palcoscenico per le loro azioni lanciando vernice sui girasoli di Van Gogh. Oltre che da degli obiettivi comuni le organizzazioni che aderiscono al network hanno in comune una rete di sostegno e il colore arancione.

Ultima Generazione: dai blocchi del Raccordo alla vernice sul Senato

In Italia Ultima Generazione ha attirato l'attenzione prima con i blocchi stradali sul Grande Raccordo Anulare, per arrivare alla giornata di lunedì quando hanno inaugurato il 2023 spruzzando vernice sulla facciata di Palazzo Madama. Un'azione quella al Senato costata tre arresti ma che ha anche portato il movimento al centro del dibattito pubblico e mediatico.

 

In azione contro il cambiamento climatico

Nelle settimane scorse abbiamoseguito Ultima Generazione prima e dopo diverse azioni. A Bologna li abbiamo accompagnati con le nostre telecamere a inscenare la protesta con sangue finto e scritte sui muri nella sala della Pinacoteca che ospita "La strage degli innocenti" di Guido Reni, a Milano a contestare la Prima della Scala e al traforo del Monte Bianco dove hanno dato vita a un blocco stradale coordinandosi con i "cugini" francesi. Abbiamo assistito ai briefing e agli incontri prima delle azioni, raccogliendo i dubbi e le paure di chi sta per mettere in gioco in prima persona.

Le ore precedenti sono fondamentali per la buona riuscita: serve che tutti sappiano cosa fare, ma che soprattutto tutti i partecipanti siano convinti e consapevoli, che il gruppo abbia una buona empatia e affinità. Gli attivisti, fedeli a una pratica politica radicale ma non violenta, danno molto peso a questi aspetti dedicandoci discussione e cura. "Le autostrade hanno molto di simbolico, sei lì inerme con il tuo corpo. Ci sediamo e non stiamo in piedi per un motivo molto chiaro, per dimostrare la fragilità di una persona che è spaventata per il proprio futuro", ci spiega Michele, che è uno dei coordinatori in questo momento della campagna, e che in due frasi mette a fuoco a fuoco quanto poco vogliano imporre agli altri gli attivisti climatici, e quanto invece chiedano a tutti – a cominciare dagli automobilisti bloccati nel traffico – di prestare ascolto, attenzione, empatia.

Abbiamo anche chiesto cosa muove ragazzi e ragazze, ma anche persone non proprio più giovanissime, a rischiare così tanto e a mettere almeno per il momento in secondo piano affetti, lavoro, studi, carriere per dedicarsi a una causa. “Ho smesso di lavorare per riuscire a dedicarmi completamente a Ultima Generazione”, racconta ad esempio Manuel, ormai veterano delle azioni di disobbedienza civile. Anche Bjork è uno dei volti che quasi sicuramente avrete visto in qualche video, sdraiata su una strada o incollata a un quadro: "Per me sarebbe come essere complice del genocidio che stanno commettendo i nostri governi. Non fare nulla in questo momento".

 

Gli attivisti: "Denunce e carcere? Li mettiamo in conto"

Certo che mi spaventa come fa a non spaventare l’idea di andare in carcere come fa a non spaventare la sensazione di stare in questura sette ore e non capire perché venendo trattati da criminali. Denunce e carcere sono cose che abbiamo messo in conto”. Ci spiega Carlotta, 32 anni, che racconta come gradualmente l'interesse per i temi ambientali e le questioni climatiche siano entrate nella sua vita fino a non poter fare più finta di niente: "È stato percorso lento e progressivo ed è stato importante che fosse progressivo, perché mi ha dato modo di processare un tipo d’informazione che la nostra psicologia fa molta fatica ad accettare, e che si rifiuta anche in qualche modo di considerare come reale”.

Carlotta l'avevamo incontrata già sul Grande Raccordo Anulare dove piangeva parlando con gli automobilisti inferociti. Lacrime di rabbia e di emozione: "È estremamente doloroso empatizzare con gli automobilisti. Mi viene da piangere anche adesso, perché è molto doloro far soffrire un’altra persona ed è anche molto ingiusto che a 32 anni mi ritrovi a doverlo fare, ad essere così disperata in una società così sorda che io devo mettermi su un’autostrada seduta per riuscire a portare attenzione sulla crisi ecologica".

Sono tutti consapevoli che la battaglia che hanno intrapreso è più grande di loro, più grande anche degli uomini e delle donne più potenti del pianete, ma anche che questa non è una giustificazione per rinunciare e che nessuno è autosufficiente. Dice Michele: “Ultima Generazione non è la soluzione il fatto di essere qualcosa di nuovo, un’avanguardia, è per chiedere a chi è già in campo da prima una mano tipo “ei hai visto che in 35 abbiamo più attenzione di marce di 100.000 persone?' fatelo anche voi per favore, non crediamo che ci arriviamo da soli in fondo”.

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