"È una vergogna, non ci credo". Salvatore Trovato Mazza è di nuovo pieno di energie, vibrante di rabbia. Ha ripreso a combattere da quando è emersa la notizia, anticipata da Fanpage.it, della richiesta di archiviazione delle indagini per la morte di sua figlia Sissy Trovato Mazza, colpita da un proiettile alla testa mentre svolgeva servizio esterno all'ospedale civile di Venezia. Per la pm Elisabetta Spigarelli, che ha presentato richiesta di archiviazione del fascicolo per istigazione al suicidio, la morte della agente penitenziaria di stanza alla Giudecca, non fu omicidio. La famiglia della giovane, che si è spenta dopo due anni di agonia prima di compiere 30 anni, è convinta, però, che siano davvero troppe le lacune del caso.

"Sono ormai tre anni che ripeto le stesse cose – protesta Salvatore – hanno trascurato le indagini dal primo momento e ora mi dicono che in mano non hanno nulla. Come è possibile che non abbiano mai identificato la testimone che diede l'allarme quando mia figlia fu trovata accasciata a terra in ascensore? Come possono archiviare senza aver indagato? Ci sono delle persone che al tempo erano molto vicine a mia figlia che hanno avuto comportamenti anomali, hanno dato versioni diverse e discordanti rispetto a quello che stavano facendo al momento dei fatti. Perché non attenzionano queste persone? È stato deciso che è suicidio, ma la verità è che non si è mai cercato altro".

In mano, però, gli avvocati della famiglia Trovato Mazza hanno elementi importanti per affermare che la ricostruzione della Procura non sia completa e le presenteranno presto in una memoria difensiva. "Non è certamente finita qui – dice a Fanpage.it, l'avvocato Albanese, legale della famiglia – i nostri consulenti hanno indagato in maniera approfondita sulla dinamica, che ci risulta essere diversa da quella che è stata descritta negli atti, ma anche su altri aspetti. Faremo presenti le nostre considerazioni". "La Procura non ci ha mai ascoltato  – commenta invece Salvatore – speriamo che lo faccia almeno stavolta, prima che sia troppo tardi".