Anche Sergio De Caprio, colonnello dei Carabinieri anche noto come "Ultimo" e celebre per aver arrestato il boss di Cosa Nostra Totò Riina nel 1993, interviene con una dura lettera sul caso della morte di Stefano Cucchi, e lo fa all'indomani della missiva inviata Giovanni Nistri, comandante generale dell'Arma, ai familiari del geometra romano barbaramente picchiato mentre era in stato di fermo: "Piuttosto che pensare di costituirsi parte civile nel caso Cucchi, a questo punto sarebbe stato forse più utile per la dignità dell'Arma dare le dimissioni, senza tanti equivoci e come segnale di discontinuità". Secondo Ultimo, nel frattempo diventato presidente del Sim Carabinieri, il primo e finora unico sindacato militare; "per dieci anni il vertice dell'Arma ha ignorato e negato il ‘caso Cucchi'. Ora se ne accorge. Qualcuno dirà ‘meglio tardi che mai', invece no, è troppo tardi. E noi Carabinieri ci sentiamo parte lesa per questo ingiustificabile ritardo".

De Caprio ha duramente criticato l'atteggiamento dell'Arma dei carabinieri negli ultimi dieci anni: "Le lettere del generale Nistri non mi interessano. Non è questione di chiedere scusa. Mi interessano i fatti e i fatti sono un silenzio lunghissimo. Non lo dico io, lo dice il calendario", afferma Ultim. "L'Arma vuole fare ‘piena luce'? Stiamo parlando di ovvietà e banalità. La violenza va condannata sempre e i responsabili vanno perseguiti, anche se si trovano all'interno della nostra Istituzione: alla fine ci si è arrivati, ma con tantissimo ritardo rispetto ai fatti. Ora bisogna indagare e capire come mai e la procura lo sta facendo benissimo", aggiunge il colonnello De Caprio, ufficiale da sempre ‘controcorrente', che ha prestato il suo servizio sempre ai massimi livelli dal Ros, al Noe, ai Servizi, ai Carabinieri forestali: "Il sindacato dei Carabinieri – ribadisce Ultimo all'Ansa – è con la famiglia Cucchi e con tutte le vittime di violenza. Nessuno potrà strumentalmente allontanarci da Ilaria Cucchi e dalla sua famiglia. Siamo da sempre accanto alle vittime e per le vittime contro ogni abuso e non al servizio di altri padroni. Da Carabinieri – prosegue – ci sentiamo parte lesa dall'assenza e dall'incapacità del vertice dell'Arma, che per dieci anni ha ignorato e negato l'esistenza stessa del ‘caso Cucchi'. Vorremmo sapere perché, come tutti i cittadini".

Annunciando che il sindacato da lui rappresentato intende fare piena luce nella vicenda Cucchi, Ultimo ha dichiarato: "Ora, finalmente, si sta sollevando il velo dei silenzi e dei ritardi: complimenti e gratitudine a chi ci è riuscito. Non sarà la vicenda Cucchi a far venire meno la fiducia degli italiani nei confronti dei Carabinieri, un corpo sano. L'Arma è affidabile, lo dimostra l'impegno di tutti i giorni, di ogni carabiniere. E la gente lo sa. Qui la questione è un'altra ed è chiara e netta: che dopo dieci anni se ne accorga anche il vertice dell'Arma ci fa piacere, ma siamo perplessi".