2 Maggio 2011
09:57

Carmela Melania Rea: il racconto di Salvatore Parolisi sul giorno della scomparsa

Salvatore Parolisi, durante una lunga intervista a Chi l’ha visto, ha raccontato nel dettaglio cosa accaduto la mattina e il primo pomeriggio del 18 aprile scorso, quando sul Colle San Marco ha perso le tracce della moglie Carmela Melania Rea,ritrovata morta, a 15 chilometri di distanza, due giorni dopo.
A cura di danila mancini

La voce strozzata dal pianto, gli occhi lucidi di lacrime, il volto stanco e provato. Salvatore Parolisi, il marito di Melania Carmela Rea, ha raccontato quanto accaduto quel maledetto 18 aprile di fronte le telecamere di Chi l'ha visto. Lo ha fatto pubblicamente, per respingere le accuse che gli sono piovute addosso negli ultimi giorni: "Ho letto tante cose brutte sulla mia famiglia, insinuazioni, ipotesi che mi fanno soffrire, ma non devo difendermi da voi né da nessun altro. Quello che dovevo dire l'ho detto a chi di dovere. Vi renderete conto che le vostre insinuazioni o presunte certezze fanno male, che sono state scritte cose false? Io cerco aiuto, cerco chi ha visto qualcosa, che può aiutarci a capire".

Chi ha ucciso Carmela Melania Rea?

Gli inquirenti sono costantemente a lavoro, per cercare di risolvere questo terribile caso di cronaca, che è avvolto ancora nel mistero. Il tentativo è quello di restringere il cerchio intorno ai conoscenti della coppia e agli ambienti di lavoro del marito, anche se Salvatore Parolisi non ha in merito alcun sospetto.

Da quando è stata uccisa la moglie, ha dichiarato, non ha mai ascoltato le notizie in tv né comprato un giornale. Sono stati i familiari e gli amici ad informarlo su quanto è stato diffuso attraverso la stampa. I primi giorni si è detto che Melania avesse sofferto, in passato, di depressione, che la sua famiglia fosse legata in qualche modo alla camorra. Solo insinuazioni, secondo Parolisi, comode insinuazioni che fanno vendere ai giornali molti più numeri.

Il rapporto con la moglie era basato su una forte complicità, erano amorevoli e romantici l'uno con l'altra, nonché gelosi e protettivi. Anche Don Carlo Lupi, parroco di Folignano ha dichiarato: "Erano veramente innamorati, si volevano bene. Il giorno prima avevano partecipato alla celebrazione della Domenica delle Palme, quindi alla processione e alla messa. Tutto tranquillo, non si notava assolutamente nulla". Allo stesso modo, Sonia Viviani, l'amica di Carmela Melania Rea, ha descritto così la loro relazione, una coppia perfetta, un rapporto da invidiare…

LA TESTIMONIANZA DI SONIA VIVIANI, L'AMICA DI CARMELA MELANIA REA

Melania aveva due telefoni, uno Tim, uno Wind. La Tim era convenzionata con l'esercito, era quello che usava sempre. Da lì partivano tutte le sue chiamate. L'altro, quello della Wind, lo usava poco, forse per qualche chiamata al padre. Era una ragazza, che raccontava tutto, non aveva segreti. Per farle capire di più la coppia, il 14 febbraio, a San Valentino, siamo andati al centro commerciale, ha fatto la spesa, ha comprato gli stampi a cuoricino e aveva preparato la tavola per lei e per il marito tutta a forma di cuori, il pane, le tortine, la pizza, i tovaglioli, tutti i petali di rose rosse sopra. Lei adorava queste cose. Io vedevo le coccole tra di loro, i baci, gli abbracci, le telefonate. Stando tutto il giorno sola, lui si preoccupava, era molto apprensivo nei suoi confronti. La classica coppia da invidiare, io alle volte dicevo loro ‘Mi fate venire il diabete' per i baci e le carezze che si scambiavano contiunamente.

Sonia, alle 14:40 di quel maledetto 18 aprile, ha telefonato sulla Tim di Melania. Temendo che l'amica non avesse riconosciuto il numero, perché la chiamata è partita dal cellulare della madre, Sonia le ha inviato anche un sms, per chiederle come fossero andate le visite. La Viviani non sa però affermare con certezza se il messaggio lo ha spedito verso il numero Tim o Wind.

IL RACCONTO DI SALVATORE PAROLISI

Arriviamo al racconto di Salvatore Parolisi, il quale, per sgombrare ogni sospetto su di lui, si è deciso a raccontare la sua verità nel minimo dettaglio, dalla mattina del 18 aprile fino al momento in cui Carmela Melania Rea è sparita sul pianoro di Colle San Marco. Durante la diretta di Chi l'ha visto, Parolisi ha tenuto anzitutto a precisare che quella mattina non faceva freddo, come sostenuto dal proprietario del chiosco, Alfredo Ranelli, che ha dichiarato di aver notato Salvatore per il suo abbigliamento alquanto estivo.

Quella mattina, alle 8, avevamo la visita dal fisiatra, perché la nostra Vittoria aveva, secondo noi, un problema al piedino destro, lo metteva un po' male a terra. All'ospedale di Ascoli Piceno. Fatta la visita il dottore ci ha detto che la bimba stava bene, che era una preoccupazione nostra. Dopo ci siamo fermati al bar dell'ospedale, dove ho preso un caffè e un cornetto. Abbiamo preso la macchina al parcheggio e ci siamo recati al supermercato per gli acquisti di Pasqua. Siamo andati in un altro negozio, per comprare un regalo alla sorella di Sonia. Avendo acquistato delle uova pasquali, abbiamo pensato di portarle a casa, in quanto avrebbero potuto sciogliersi in macchina. La giornata era estiva. Alle 11:30 siamo riscesi perché lei in tarda mattinata doveva fare la visita per la punta d'ernia, quindi ci siamo recati a Villa San Marco, una clinica privata, dove abbiamo atteso un pochettino prima che si liberasse il dottore. Ci ha detto che non era nulla di preoccupante. Intorno alle 13 siamo a casa.
Alle 13:30 c'è stata una telefonata tra Melania e la madre di Salvatore Parolisi, che è durata circa 12 minuti, durante la quale ha spiegato nel dettaglio come fossero andate le visite mediche. Dopo aver sistemato casa e cambiato il pannolino alla bambina, in meno di mezz'ora sono giunti al parco di Colle San Marco. Salvatore ha parcheggiato la macchina vicino alle altalene, dove c'è una staccionata e una stradina affianco. Dopo essere sceso dalla vettura, ha slacciato il seggiolino della figlia  che, non appena ha visto le altalene, ha iniziato ad indicarle con la manina. Melania e Salvatore hanno iniziato a giocare con lei, dondolandola. Dopo 5-10 minuti, Melania ha detto al marito di dover andare in bagno:
Le ho detto ‘Ti accompagno'. Nel prendere la bambina, ha fatto un po' di resistenza, quindi mia moglie mi ha risposto ‘Non farla piangere, tanto che ci metto…vado e vengo'. Io ho aggiunto ‘Allora, portami tu un caffè'. L'ho seguita con lo sguardo…Giocando con la bimba, non mi ero reso conto che erano passati già 30 minuti, più o meno. Così ho preso il cellulare e chiamo sulla Tim. Quando ho chiamato e non mi ha risposto, non mi sono allertato. Ho pensato che stesse perdendo altro tempo in bagno, oppure che portando i caffè non potesse rispondermi al telefono, quindi ho continuato a giocare con la piccola Vittoria. Dalla seconda chiamata, non ricordo quanto tempo sia passato ma di sicuro non un'altra mezz'ora. Dopo 5-10 minuti ho preso il cellulare dalla tasca e ho visto che non c'erano sue chiamate. Ho pensato allora che mi stesse osservando, era capitato anche a mare che si nascondesse per vedere cosa facessi io.

Quando Melania si è immessa nella stradina, che avrebbe dovuto condurla al bar del ristorante Cacciatore, erano circa le 14:30. Quella è stata l'ultima volta che Salvatore Parolisi ha visto la moglie viva. Dopo aver dato l'allarme sono intervenuti Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, tutti alla ricerca di Melania, il cui corpo è stato ritrovato due giorni dopo a 15 chilometri di distanza.

Nel bosco di Civitella, Salvatore ha fatto le cosiddette "continuative", ossia addestramento militare notturno con pernottamento o durante i poligoni in quanto zona di passaggio. E' un posto conosciuto soprattutto dal 235° Reggimento di Fanteria, l'unica caserma presente in Italia preposta all'addestramento delle giovani soldatesse, che trascorrono un periodo di circa due mesi prima delle destinazione finale.

Aldilà di ogni sospetto, di ogni dubbio, di ogni probabile ricostruzione, si attende che le indagini facciano il loro corso, per arrivare al colpevole che ha ucciso barbaramente Carmela Rea, da tutti conosciuta come Melania.

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