L’artificiere ferito dalla bomba
in foto: L’artificiere ferito dalla bomba

Potrebbero essere arrivate a una svolta le indagini sull'attentato dinamitardo di Capodanno a Firenze durante il quale un agente della Polizia di Stato, l'artificiere Mario Vece, rimase gravemente ferito, perdendo una mano e un occhio. Dopo mesi di accertamenti investigati, infatti, questa mattina la polizia ha fatto scattare un blitz nei confronti di cinque persone ritenute coinvolte a vario titolo nella preparazione e nell'esecuzione dell'attentato, eseguendo nei loro confronti altrettante ordinanze di custodia cautelare

L'operazione, condotta dagli uomini della Digos di Firenze e del Servizio centrale antiterrorismo, ha preso di mira in particolare ambienti anarchici, la stessa pista già battuta nei giorni immediatamente successivi al fatto, arrestando cinque militanti che ora dovranno rispondere dell'accusa di vari reati tra cui anche quello di tentato omicidio dall’artificiere Mario Vece.

L'attentato avvenne a Firenze la mattina dello scorso primo gennaio, quando un pacco bomba collocato davanti a un negozio vicino alla sede di CasaPound nel capoluogo toscano venne ritrovato inesploso. L'ordigno, infilato nella saracinesca di una libreria riconosciuta come centro culturale di destra, però esplose proprio mentre un artificiere della questura di Firenze si era appena avvicinato per esaminarlo investendolo in pieno. L'ordigno infatti aveva un timer ed è costato l'occhio destro e l'amputazione della mano sinistra all'agente.

Tre fermi per l’attentato alla caserma di Rovezzano

Nell'ambito della stessa operazione di polizia, in cui sono stati coinvolti circa 200 tra poliziotti e carabinieri tra le città di Firenze, Roma e Lecce, la Digos ha fermato anche altre persone, provenienti sempre dal mondo anarchico e accusati invece per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Firenze Rovezzano. L'attacco, che fortunatamente non fece feriti, avvenne il 21 aprile scorso con una molotov scagliata contro la caserma dei militari