Don Antonio ci risponde al telefono mentre sta andando in ospedale, nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari, dove ieri mattina è stato portato il piccolo Luigi, il neonato abbandonato davanti alla chiesa di San Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco. Sta andando in ospedale per vedere come sta quel bambino che domenica è stato lasciato all'interno della culla termica installata qualche anno fa dal parroco proprio per accogliere quei neonati che i genitori decidono di non tenere. A Fanpage.it il sacerdote ha ricordato quanto accaduto ieri: “Una grande emozione ieri mattina. Alle 8.15 ho sentito il cellulare che squillava e mi indicava che c’era qualcosa nella culla termica, sono arrivato sul posto e ho trovato un bambino. Mi sono accorto che è avvenuto una sorta di miracolo: qualcuno aveva lasciato lì il bambino, qualcuno voleva toccarlo perché eravamo pronti per la messa, ma abbiamo aspettato il medico del 118 che è arrivato dopo circa 10 minuti, ha preso il bambino e poi lo ha portato in ospedale”, ricorda don Antonio Ruccia, che ci ha parlato anche del bigliettino trovato accanto al neonato e scritto verosimilmente dai genitori: “C’era scritto il nome del bambino, Luigi, che è nato il 10 luglio scorso e che è italiano”.

Il messaggio del parroco ai genitori di Luigi

Il piccolo Luigi è stato trovato nella culla termica ben vestito, con una tutina bianca e azzurra, è stato visitato e sta bene, resterà sotto osservazione nel reparto di Neonatologia solo per il tempo necessario, poi quando il primario riterrà opportuno toccherà al Tribunale dei Minori avviare le procedure per darlo in adozione a una famiglia. Intanto don Antonio Ruccia ha voluto parlare direttamente anche ai genitori naturali di Luigi, quella mamma e papà che hanno scritto nero su bianco che lo “ameranno per sempre”: “A loro mi sento di dire che se vogliono tornare indietro io mi preoccuperò, insieme a tutta la comunità parrocchiale, sia del bambino che della sua famiglia qualora dovessero aver preso la decisione di lasciare il figlio a causa di problemi economici”.