Banda della Uno Bianca, la Procura indaga sul suicidio di Pietro Gugliotta e dispone ulteriori accertamenti

La Procura di Bologna svolgerà ulteriori accertamenti sulla morte di Pietro Gugliotta, ex poliziotto e componente della Banda della Uno Bianca morto suicida lo scorso gennaio nella sua casa di Arba (provincia di Pordenone), notizia resa pubblica solo nei giorni scorsi.
I magistrati che conducono l'indagine, la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pubblico ministero Andrea De Feis, acquisiranno le carte con gli accertamenti svolti in Friuli e parleranno sia con il medico legale che si è occupato della vicenda sia con i familiari di Gugliotta, in particolare con la seconda moglie.
Secondo la sua legale, Stefania Mannino, Gugliotta poco prima di togliersi la vita l'avrebbe contattata dicendole che le avrebbe dovuto parlare con urgenza. A quanto si apprende, il suicidio sarebbe legato a motivi familiari.
A Gugliotta non era arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte della Procura di Bologna, ma gli inquirenti avevano già in programma di sentire l'ex poliziotto, così come Roberto Savi, i suoi fratelli Fabio e Alberto, e gli altri ex componenti della banda.
La Procura di Bologna ha saputo della morte di Gugliotta solo qualche tempo dopo i fatti, nel corso delle indagini che sta svolgendo per concorso in omicidio sulle vicende della Banda. Anche i Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale era venuto al corrente del decesso, ma non immediatamente.
I magistrati bolognesi, che hanno aperto sono ancora in attesa degli esami del Reparto investigazioni scientifiche sui reperti dell'epoca: gli inquirenti considerano dirimenti i risultati degli esperti per il proseguo delle indagini.
Gli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, difensori dei familiari delle vittime della Banda, con una istanza di integrazione e approfondimento investigativo, che depositeranno martedì 12 maggio, chiederanno alla Procura di disporre l'audizione dei familiari, in particolare della seconda moglie, di Pietro Gugliotta, morto suicida lo scorso gennaio.
I legali, infatti, vogliono che i magistrati verifichino se Gugliotta avesse confidato ai familiari preoccupazioni o timori riferibili alla pendenza delle nuove indagini sui crimini commessi dai suoi ex complici.
Inoltre, Moser e Gamberini chiedono di acquisire il fascicolo processuale per verificare quali accertamenti tecnici ed investigativi siano stati effettuati sulle circostanze del decesso e, nel caso non fosse stato fatto, di disporre il sequestro di tutti gli apparati telefonici ed informatici a disposizione di Gugliotta al momento del decesso.
Per gli avvocati dei familiari, infine, risulta singolare che del suicidio di Pietro Gugliotta si sia avuta notizia solo ora e, in particolare, che la polizia giudiziaria non abbia subito informato la Procura, quindi i legali chiedono accertamenti anche su questo aspetto. Mercoledì incontreranno la procuratrice aggiunta Lucia Russo per discutere dell'istanza.