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Autovelox abbattuto a Santo Stefano di Cadore, individuato l’autore: è un giovane del posto

È stata identificata e denunciata la persona che nella notte di domenica 28 gennaio ha abbattuto un autovelox a Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno. È un giovane del posto che ha ammesso le sue responsabilità. Secondo i carabinieri, non si tratta di un gesto di emulazione legato al caso di Fleximan.
A cura di Eleonora Panseri
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Foto Facebook
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Non si tratterebbe di un caso di emulazione o di strategie e piani collegati ad altri episodi, ma di un gesto isolato ed estemporaneo di un giovane di Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, identificato dai Carabinieri, quello legato all'abbattimento di un autovelox localizzato in via Udine, avvenuto nella notte di domenica 28 gennaio.

Non avrebbe quindi nulla a che vedere con il caso di ‘Fleximan, com'è stato ribattezzato il gruppo di persone che, emulandosi tra loro, da mesi e in diverse regioni d'Italia hanno distrutto sistematicamente dispositivi per il controllo della velocità. 

Nella serata di ieri, lunedì 29, i Carabinieri della stazione locale, che subito di erano messi al lavoro per capire come e chi avesse operato poche notti fa, dopo aver effettuato indagini e sopralluoghi sulla cabina dove era alloggiato l’autovelox comunale e attraverso la meticolosa ricostruzione degli eventi, sono riusciti a identificare l’autore del gesto.

Si tratta di un giovane del posto, di cui non sono state diffuse le generalità, che è stato ascoltato in serata dagli uomini dell'Arma ed ha ammesso la propria responsabilità. Ora è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per danneggiamento. L’episodio era avvenuto a pochi metri dal luogo dove, nel luglio 2023, l’auto di Angelika Hutter investì e uccise una famiglia di Favaro: il papà Marco Antoniello, il figlio Mattia, di 2 anni, e la nonna Maria Grazia Zuin.

“L’evento occorso, che sarebbe sbagliato definire una bravata, così come collegarlo a quel fenomeno che potrebbe generare emulazione, è stato affrontato con grande attenzione, proprio per la necessità di chiarire subito i contorni della vicenda”, è stato il commento del Comandante Provinciale dei Carabinieri.

Che ha aggiunto: “Chi pensa – e non è questo il caso di Santo Stefano– che distruggendo questi apparati si faccia giustizia sociale, non ricorda che l’analisi della incidentalità sul nostro territorio e gli esiti dei servizi che i Carabinieri hanno svolto intensamente anche nell’estate scorsa, in diverse zone montane, per contrastare chi usa le nostre strade come fossero un autodromo, dimostra che far rispettare i limiti di velocità, fuori e dentro i centri urbani, è una azione che salva la vita delle persone. E lo sanno bene quei tanti cittadini onesti della nostra provincia che, a fronte di queste azioni sconsiderate di danneggiamento, chiedono il ripristino degli autovelox quale strumento di prevenzione sul territorio”.

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