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Attivisti bloccano la strada e incollano le mani a terra: primo blitz di Ultima Generazione a Cagliari

Lunedì 13 novembre sei attivisti hanno bloccato la strada principale di Cagliari e srotolato due striscioni con la scritta ‘Non paghiamo il fossile’. Due di loro hanno anche incollato le mani a terra. Momenti di tensione con gli automobilisti durante il blitz, è stata la prima protesta di Ultima generazione in Sardegna.
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A cura di Eleonora Panseri
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Prima protesta di Ultima generazione in Sardegna. Alcuni attivisti hanno bloccato la strada principale di Cagliari, via Roma, lato porto, fermando il traffico del centro cittadino. Sei giovani hanno srotolato due striscioni con la scritta "Non paghiamo il fossile". Due di loro hanno anche incollato le mani a terra. Durante il blitz ci sono stati momenti di tensione con gli automobilisti.

Gli attivisti presenti hanno urlato slogan contro il governo "che non fa nulla per l'ambiente", mentre alcuni degli automobilisti presenti hanno inveito contro di loro. Uno di loro ha anche sputato contro una ragazza di Ultima Generazione. La protesta è stata interrotta dalla Polizia, giunta sul posto con quattro volanti dopo circa mezz'ora. La strada è stata sgomberata e gli attivisti sono stati portati via di peso, trasferiti sulle volanti e portati in Questura. Ora rischiano la denuncia per manifestazione non autorizzata, blocco stradale e resistenza passiva a pubblico ufficiale.

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"Come i pastori nel 2019, oggi 6 cittadine e cittadini aderenti alla campagna Fondo Riparazione, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato un'azione di disobbedienza civile a Cagliari, per la prima volta nel capoluogo sardo", scrive in un comunicato l'associazione ambientalista. "Una delle persone presenti al blocco come osservatore legale testimonia di essere stata presa a calci sulla schiena da un operatore della Digos, anche se lo zaino ha attutito il colpo non facendole del male. I cittadini, che hanno fatto resistenza passiva, sono infine stati portati in questura", si legge ancora.

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Nel comunicato è stata anche riportata la testimonianza di un'attivista, Manuela, che ha partecipato per la prima volta a una delle proteste di Ultima Generazione. “Ho 20 anni e oggi sono in azione per la prima volta, perché le immagini dell'alluvione del ciclone Cleopatra, delle alluvioni in Emilia e in Toscana mi hanno scioccata e ho pensato che di fronte a queste emergenze l'unica cosa da fare è prendersi le proprie responsabilità e agire", ha detto la ragazza.

"Ho rimandato il mio intervento in ospedale per essere qui in strada oggi, perché non posso restare a guardare di fronte ad uno Stato assente e sordo. Scenderò in strada come i nostri pastori nella rivolta del latte, che unendosi e protestando hanno fatto sentire la loro voce, perché credo che l'indifferenza e il silenzio uccidano, e perché credo che le persone dovrebbero collaborare e riappropriarsi del potere di cambiare le cose".

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