Olga Mantovani, 89 anni
in foto: Olga Mantovani, 89 anni

Perde il diritto al Contributo di autonoma sistemazione (Cas) perché non rinnova la domanda online nei tempi stabiliti. Questa è la storia di un'anziana di 89 anni residente ad Arquata del Tronto. La donna, dopo il sisma del 2016, beneficiava del sussidio e vive a casa della figlia Rita. A giugno scopre di non aver compilato il modulo online per ricevere il Cas: del resto, sostiene, sarebbe stata la prima volta dal 2016 che le chiedono di rinnovare la domanda e i termini per gli aventi diritto sono rimasti gli stessi.

Sono ormai trascorsi quattro anni dal terremoto nel centro Italia che nell'agosto del 2016 ha devastato l'intero paese. Alcuni comuni, come quello di Amatrice, sono stati completamente spazzati via dalla scossa. Oggi di quell'emergenza resta poco: ancora tanto da ricostruire e la vita dei residenti rimessa in piedi nei modi più disparati, quasi sempre lontano dal comune originario. Questo è il caso di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Si tratta di un piccolo paese di montagna la cui popolazione è per la maggior parte anziana. Chi ha visto la propria casa trasformarsi in macerie, ha avuto la possibilità di ricevere un fondo, il Cas (Contributo di autonoma sistemazione).

La misura era destinata alle famiglie e ai singoli cittadini la cui abitazione era situata in aree definite "zone rosse" e alle quali è impossibile accedere oppure per case che sono state in parte o totalmente distrutte. Per ottenerlo era necessario compilare un modulo di richiesta dove indicare gli estremi dell'ordinanza di sgombero, se emanata, oppure indicare la data del sopralluogo di verifica di agibilità. Olga Mantovani, anziana di 89 anni residente del comune, ha scelto di fare domanda per il fondo straordinario nel 2016, decidendo di andare a vivere a casa della figlia Rita. La donna ha quindi abbandonato il comune nel quale comunque non avrebbe potuto più risiedere dopo che la sua abitazione è stata distrutta dalla scossa di terremoto. Quello che restava della casa è stato abbattuto negli anni, ma dell'inizio dei cantieri non se n'è parlato. Ha continuato a beneficiare del fondo fino a qualche mese fa, quando le arriva una lettera del Comune di Arquata del Tronto che le notifica l'interruzione dell'erogazione del sussidio. Il motivo? La domanda per il rinnovo non è stata inviata nei termini stabiliti.

Come lei altri due anziani di circa 90 anni. La richiesta andava inoltrata tramite la compilazione di un modulo online e l'unico avviso di tale cambiamento figura solo sul sito del Comune di Arquata del Tronto. A Fanpage, la figlia della signora Mantovani spiega che i termini per gli aventi diritto non sono però cambiati. "Il paese è molto piccolo – racconta – e si tratta di una località di villeggiatura per molte persone. Tanti risiedono a Roma e hanno la residenza ad Arquata per motivi fiscali. Il Cas è spettato anche a loro nel 2016 e adesso si cerca di fare marcia indietro". Le misure però non sono di diretta competenza del Comune: a gestire la normativa sarebbe la Protezione Civile. Secondo quanto dichiara la signora Rita, il Dipartimento accusa però gli organi interni al Comune di non aver comunicato ai cittadini con efficacia le nuove regole per la domanda. "Abbiamo scoperto cosa era successo grazie a una lettera che ci ha inviato Palazzo di Città. Ci dicevano che mia madre non ha più diritto al fondo. Abbiamo fatto poi domanda qualche giorno dopo la proroga ed è stata protocollata, ma resta comunque fuori dai termini stabiliti. Non si possono penalizzare le persone che non hanno competenze informatiche per fare cassa. Mia madre non riceve più il sussidio e non ha neppure una casa. La ricostruzione per lei non è neppure iniziata".

Intervistato da Fanpage.it, il Commissario Straordinario alla ricostruzione dopo il Sisma del 2016, Giovanni Legnini si è dichiarato disponibile a segnalare quanto successo al Dipartimento di Protezione Civile. "La Protezione Civile si occupa di questo tipo di disguidi – afferma – e per quanto non ci sia nulla di contrario alla legge, non possiamo lasciare indietro gli ultimi".