Anas a rischio fallimento: “Lo Stato ci deve subito 850 milioni”
Lo Stato è in debito con l'Anas di 850 milioni di euro. La denuncia arriva dal presidente della società che gestisce la rete stradale e autostradale italiana, Pietro Ciucci. Una situazione grave, anche perché se i pagamenti ”dovessero essere ulteriormente posticipati”, l'Anas “si troverebbe a breve impossibilitato a far fronte ai pagamenti verso appaltatori e fornitori per lavori già eseguiti” è l'allarme che Ciucci riporta in un documento alla Camera secondo il quale per completare i restanti 58 km della Salerno-Reggio Calabria, sono ad oggi ancora necessari 3,1 miliardi di euro. Anche in tal senso, spiega il presidente dell'Anas, se quei soldi dovessero continuare a mancare, ci sarebbero conseguenze “inevitabili in termini di avanzamento lavori, di oneri e interessi di mora, di tensione finanziaria e sociale, visti gli effetti che ne deriverebbero sull’indotto delle imprese coinvolte nella realizzazione dei lavori su tutto il territorio nazionale".
L'ombra del crack è quindi qualcosa di concreto per la società. Anche perché Ciucci avverte che "essendo l'Anas una società per azioni, il permanere di situazioni in cui, non ricevendo i contributi ad essa spettanti, non vengono conseguentemente onorati i debiti verso terzi, potrebbe portare a situazioni di criticità finanziaria". Superare questa fase di stallo però si può, secondo il Presidente dell'Anas, magari individuando "un meccanismo che consenta di disporre, in via autonoma, di risorse ragionevolmente certe e programmabili". In tal senso, l'Anas si dice "pronta a rafforzare il proprio ruolo di concessionaria di una rete stradale e autostradale strategica, sempre più operatrice sul mercato delle infrastrutture".