“Era sfinita, diceva che era senza forze. Si è accasciata a terra e non ha reagito. Allora sono salito fino a Capanna Carrel per cercare aiuto, ma era vuota. Così ho provato a dare l'allarme via radio. Nessuno rispondeva. Ho preso una coperta e sono tornato da lei. Dopo una mezzora, mi sono reso conto che era morta”, a parlare è il 33enne ucraino compagno della coetanea bielorussa, Katsiaryna Klimanskaya, morta la notte scorsa sul Cervino. Il corpo della donna è stato recuperato questa mattina dai tecnici del soccorso alpino valdostano che hanno raggiunto il punto in cui si trovava, un centinaio di metri sotto alla capanna Carrel, che si trova a 3.835 metri.  L’uomo è stato sentito Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia.

La salita sul Cervino, poi il dramma

La coppia aveva iniziato la salito verso le 13.30 di ieri, martedì 20 agosto, dal rifugio Oriondé Duca degli Abruzzi, a 2.802 metri. Verso le 17 i due sono arrivati alla base del passaggio chiamato ‘Cheminée'. "Io sono salito, ma lei è rimasta sotto, era sfinita. Prima ho mandato giù un capo della corda. Non è riuscita a tirarsi su, così l'ho tirata su" racconta il 33enne. A quel punto si è accorto che la sua compagna non reagiva più. Ha chiamato i soccorsi verso le 23, dopo non aver ricevuto risposte via radio a Capanna Carrel. A causa delle pessime condizioni meteo neppure Air Zermatt, abilitato al volo notturno in elicottero, è riuscito ad intervenire.

Autopsia sul corpo della alpinista

La giovane presenta diverse ferite, anche all'altezza del sopracciglio, compatibili, sostiene il compagno, con il fatto che lei si è accasciata terra. Il medico legale ha disposto un approfondimento diagnostico – in programma domani – per chiarire le cause del decesso: forse ha avuto un malore mentre era impegnata nella scalata.