Asti, autopsia conferma la furia del killer: la tabaccaia uccisa con 40 coltellate
Maria Luisa Fassi, la tabaccaia di 54 anni aggredita lo scorso sabato nel suo negozio in corso Volta ad Asti, è stata uccisa con circa quaranta coltellate. Questi i primi risultati dell’autopsia eseguita oggi dal medico legale, Rita Celli, su incarico della procura di Asti. Autopsia che dunque conferma la furia del killer della tabaccaia. L'assassino si è accanito sulla donna colpendola ripetutamente alla schiena, all'addome e ai reni. L’arma del delitto, che i carabinieri non hanno ancora trovato, sarebbe un grosso coltello con una lama di 20-30 centimetri, probabilmente un coltello da cucina. Per ora per il delitto di Asti non ci sono ancora indagati. I militari stanno continuando ad ascoltare testimoni e a scandagliare la vita della tabaccaia nella speranza di trovare una traccia che possa portare a individuare il suo assassino. L’ipotesi della rapina finita in tragedia si allontana sempre di più: la modalità dell’omicidio non fa pensare al gesto di un comune malvivente. I militari di Asti hanno intanto acquisito altri video delle telecamere della zona. L’analisi dei centinaia di filmati si concentra intorno a quei dieci minuti,tra le 7.35 e le 7.45, in cui si pensa che il killer abbia agito.
Rabbia e tensione alla fiaccolata ad Asti – Intanto per questa sera gruppi di cittadini astigiani hanno organizzato una fiaccolata dopo l'omicidio della tabaccaia, che è il terzo nella cittadina piemontese negli ultimi sei mesi. Nel corso della fiaccolata qualcuno ha gridato “dimettiti” al sindaco Fabrizio Brignolo. “Vogliamo delle risposte per la morte di Manuel Bacco” (il tabaccaio astigiano ucciso da due rapinatori, ancora ricercati, nel suo negozio nel dicembre 2014), si legge su uno striscione esposto sotto il municipio. Alla protesta nel centro della città hanno partecipato centinaia di persone che chiedono più sicurezza dopo gli omicidi degli ultimi tempi. “Via le telecamere dalla Ztl e mettile dove servono”, ha detto qualcuno urlando al sindaco. Sindaco che ha detto di non raccogliere la provocazione che “non è rappresentativa della piazza”. “Dimostrano solo di non aver riguardo per il vero motivo che ci ha spinti qui”, così Fabrizio Brignolo commentando le proteste.