Ennesimo esborso milionario per la chiesa cattolica negli Stati Uniti dove da anni è al centro di decine di casi di accuse di abusi sessuali perpetrati dai propri membri, spesso ai danni di minori, che hanno portato molte diocesi sul lastrico. Questa volta è toccato all'arcidiocesi di St. Paul e Minneapolis, nello Stato del Minnesota, che, con un accordo tra le parti, si è impegnata  al pagamento di ben 210 milioni di dollari come risarcimento per 450 vittime di abusi sessuali commessi dal clero locale. All'accordo e alla cifra si è arrivati dopo tre anni di dispute legali in un tribunale tra le parti in causa. Ora i soldi andranno a confluire in un fondo che verrà poi ripartito tra coloro che sono stati riconosciuti come parte lesa.

Secondo i media locali, si tratta del più alto risarcimento mai sborsato da una diocesi cattolica che sia soggetta a protezione dalla bancarotta anche se non il più alto in assoluto che spetta all'arcidiocesi di Los Angeles con 660 milioni di dollari pagati a 508 vittime di abusi del clero. Proprio per la sua condizione finanziaria, la diocesi di St. Paul e Minneapolis dovrà attendere il via libera da un giudice della corte fallimentare federale. L'arcidiocesi aveva presentato istanza di fallimento nel  2015, due anni dopo che la legislatura del Minnesota aveva aperto una finestra triennale che consentiva alle persone che avevano subito abusi sessuali in passato di chiedere un risarcimento danni. Ciò ha provocato centinaia di richieste di risarcimento contro l'arcidiocesi che hanno portato al suo collasso economico.

La maggior parte dei fondi per coprire i risarcimenti, circa 170 milioni di dollari, arriverà dalle compagnie di assicurazione, il resto verrà dalle parrocchie, da un fondo pensione e dalla vendita di immobili. "Sono grato a tutti coloro che si sono presentati coraggiosamente a denunciare l'accaduto. La Chiesa vi ha deluso e mi dispiace molto: l'abuso ha rubato così tanto a voi, alla vostra infanzia, alla vostra innocenza, alla vostra sicurezza, alla vostra fiducia e in molti casi, alla vostra fede" ha dichiarato in conferenza stampa l'arcivescovo Bernard Hebda che dal 2016 guida la diocesi travolta in precedenza dallo scandalo. "Siamo andati dappertutto per raccogliere fondi per questo accordo. Faremo tutto il possibile per accelerare", ha assicurato Thomas Abood, presidente del Consiglio delle finanze dell'arcidiocesi, aggiungendo che la speranza è che che il processo possa essere completato nei prossimi mesi.