Cari ragazzi, care ragazze,
sono stati giorni duri, e altri ce ne saranno. Nelle ultime due settimane siete stati bombardati da notizie disgustose come i ricatti, la separazione dei mariti dalle mogli, "lasciamoli in mare" alternati a "chi se ne frega" e moltissimi "noi pensiamo prima ai nostri", come se quelle persone in mezzo al mare appartenessero ad altri.

Cari ragazzi, care ragazze,
mi rivolgo a voi perché di voi, in questo calderone decomposto di dichiarazioni, ho fiducia. Io ho fiducia in voi più che in qualsiasi politico, uomo di Chiesa, uomo d'affari.

Mi rivolgo a voi perché se c'è una speranza voi ce l'avete in tasca, e questa speranza ha il vostro nome. Mi rivolgo a voi perché, nonostante tutto e nonostante qualcuno, alla fine l'odio non darà mai la felicità a nessuno. Chi si comporta da cavolo non morirà cicogna.

I cattivi possono soffiare sul fuoco per un po', ma poi la fiamma si spegnerà anche se loro continueranno a urlare.
Possono fare dieci post al giorno, avere un team che ha scoperto quanto l'odio funzioni in rete, ma quando a qualcuno verrà voglia di fare una cosa giusta, non lo potrà fermare nessuno.

E' sempre accaduto così, nella Storia. Ed è appena accaduto sulla costa calabrese, dove una barca a vela con 51 migranti curdi si è incagliata sugli scogli, e il sindaco, e i cittadini, li hanno salvati senza chiedere permesso a nessuno. Poi un hotel nelle vicinanze li ha fatti entrare e asciugare, usando stufe, phon e coperte. Senza aspettare ordini e senza chiederli.

Facciamo un passo indietro.

Durante i rastrellamenti a Roma, culminati con l'Eccidio delle Fosse Ardeatine, le persone trovarono rifugio da amici, vicini di casa, anche gli sconosciuti aprirono i portoni delle loro abitazioni per nasconderli. Si guardavano negli occhi e si riconoscevano umani, bastava quello.

Gino Bartali nato a Firenze, a Ponte a Ema, ha vinto tre giri d'Italia e due tour de France, e tutti i giorni faceva 185 chilometri in direzione Assisi, presso una stamperia clandestina a cui portava documenti nascosti nella canna della bicicletta; poi il Cardinale li distribuiva agli ebrei per farli scappare.

Socratès, il calciatore brasiliano più bello di sempre, che con i compagni di squadra del Corinthians promosse un esperimento di organizzazione della squadra su basi non gerarchiche, in un Brasile sotto dittatura. E quando venne a giocare in Italia, in conferenza stampa, per presentarsi Socratès non disse "voglio vincere la classifica di capocannoniere". Socratès disse: "Sono venuto in Italia per leggere Gramsci in lingua originale".

Rosa Parks che quel giorno, a Montgomery sull'autobus numero 2857, non si alzò per cedere il posto a un uomo bianco, e per questo fu arrestata; e migliaia di neri come lei che da quel giorno, per 381 giorni, scelsero di camminare per chilometri, a ogni ora, boicottando l'azienda dei trasporti, fino a che la segregazione razziale sui mezzi di trasporto non fosse stata resa illegale. Famiglie, uomini, bambini, donne. Fiumi di persone per strada e autobus vuoti. Vinsero loro, quelli che disobbedirono.

Carlo Angela, medico condotto, padre di Piero e nonno di Alberto, che falsificava le cartelle cliniche di ebrei e antifascisti, per giustificarne il ricovero presso la sua struttura, evitando loro la deportazione.

Il pugno chiuso di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico, 1968. Danilo Dolci e gli scioperi al contrario: decine di disoccupati che per protesta iniziarono a lavorare gratuitamente nella ristrutturazione di beni pubblici, quando lo fecero pavimentando una strada a Partinico Danilo Dolci venne arrestato, nel processo lo difese Piero Calamandrei.

Care ragazze, cari ragazzi,
si tratta di costruzioni quotidiane, quasi mai di grandi eroi.
Resistenze contro la banalità del male. Compresi quelli che non ridono a una barzelletta omofoba, chi non esercita il suo potere in forma vessatoria, chi semplicemente si alza in piedi quando gli altri stanno seduti, chi sceglie una strada poco battuta, chi fa centro metri per buttare una cartaccia, chi a un bivio sceglie la strada in salita perché quella in discesa è più semplice ma alla fine conduce sempre la Storia in un buco.

Care ragazze, cari ragazzi,
stamani all'alba l'Uomo ha vinto la paura, a Melissa provincia di Crotone 51 persone sono state salvate da gente comune, richiamata dalle grida sugli scogli, senza che nessuno dicesse "ma poi se li salviamo ci costano trentacinque euro al giorno".
Stamani in Calabria, nel silenzio dignitoso di chi semplicemente sa quello che va fatto, qualcuno ha teso una mano verso un'altra mano, e insieme hanno stretto un patto di umanità.

Care ragazze, cari ragazzi,
io non so se ce la faremo, ma stamani all'alba, a Crotone, ho visto la speranza intrecciarsi con il risultato, e ho voluto condividere questa storia con voi perché mi piace parlare con le persone alle quali voglio bene.