Orrore in Siria, dove circa 60 persone sono morte in seguito a un bombardamento aereo con armi chimiche – tra le quali gas tossici – su Khan Sheikhun, città della provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale, e per la precisione in un'area controllata dai ribelli qaedisti dell'organizzazione Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). Tra le vittime ci sono molti bambini e il bilancio è destinato ad aumentare perché i feriti sono centinaia, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Persone morte per soffocamento. "Avevano schiuma in bocca"

L'attacco è stato condotto la scorsa notte: le persone sono morte per soffocamento e – stando a quanto riferisce Al Jazeera – alcune di esse avevano schiuma che fuoriusciva dalla bocca. Convulsioni, bava alla bocca, difficoltà respiratorie e restringimento delle pupille. Sono questi, secondo diversi testimoni, i sintomi delle vittime del sospetto attacco chimico. Hassoun ha inoltre detto di aver sentito dai medici che probabilmente più di un gas è stato usato, ma si tende ad escludere il cloro dal momento che "non provoca queste convulsioni". Nel descrivere i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali, la stessa fonte ha precisato che molte delle vittime erano "prive di coscienza e in preda a convulsioni, e quando è stata applicata loro la mascherina per l'ossigeno hanno cominciato a sanguinare dal naso e dalla bocca".

"Usato gas Sarin", Damasco: "È falso"

La sostanza utilizzata potrebbe essere gas Sarin. Lo ha detto un membro di un centro di informazione dell'opposizione della zona, Mohammed Hassoun, citato dall'agenzia Ap, riferendo dei sospetti nutriti da sanitari. "Userei una certa cautela nell'affermare che nell'attacco chimico avvenuto oggi in Siria è stato utilizzato il gas Sarin" ha avveetito però l'esperto di armi chimiche Matteo Guidotti, dell'Istituto di Scienze e Tecnologie molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche. "Le persone colpite con il Sarin hanno segni erano molto più' evidenti: i corpi sono madidi di sudore, lacrime, saliva ma soprattutto escrementi. I soggetti intossicati generalmente vengono colpiti da fortissime convulsioni. E dai video diffusi localmente non si vede tutto questo" ha sottolineato infatti l'esperto.

Damasco dal suo canto ha smentito con forza l’uso di armi chimiche. "È un accusa falsa, l’opposizione sta cercando di ottenere tramite i media ciò che non è riuscita a raggiungere sul terreno", ha affermato una fonte delle forze di sicurezza siriane, spiegando: "L’esercito siriano non usa armi chimiche e non le ha usate, prima di tutto perché non le ha". Anche da Mosca che da tempo è al fianco di Assad con raid aerei contro i ribelli, è arrivata un precisazione.  Il Cremlino infatti ha tenuto a far sapere che "nessun aereo russo ha condotto raid su Idlib".

Come se non bastasse, dopo il bombardamento un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell'attacco chimico è stato colpito in un altro raid, secondo fonti degli attivisti. Il capo del servizio di difesa civile dell'opposizione a Khan Seikhun, citato dall'agenzia Ap, ha detto che la struttura è stata "presa di mira dopo l'attacco". Il responsabile, Abu Hamdu, ha detto che l'ospedale da campo è stato distrutto e cinque ambulanze danneggiate. Non è chiaro se ci siano state vittime.

Condanna internazionale per l'attacco chimico in Siria.

Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, ha parlato di "immagini sconvolgenti", tuonando: "L'umanità è morta oggi in Siria". "La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto", ha aggiunto, facendo appello anche ai politici italiani perché esprimano la loro condanna. Tutta la comunità internazionale  però sta reagendo in queste ore con durezza per il massacro siriano. La notizia  ha indotto la Francia e la Gran Bretagna a chiedere una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu mentre la Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Siria ha avviato le indagini sul bombardamento.

"Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne" ha tuonato invece L'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini. All'appello per un intervento Onu si è unita anche l'Italia come ha confermato il nostro ministro degli Esteri, Angelino Alfano, assicurando che anche "l'Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell'Onu nella riunione d'urgenza, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l'uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l'umanità". Condanne unanimi sono arrivate da tutti i leader europei ma anche da Israele e Turchia.

Anche dalla Casa Bianca è arrivata una ferma condanna per l'attacco chimico attribuito al regime di Assad definendolo un atto intollerabile. Da Washington non hanno dubbi infatti sulle responsabilità del bombardamento. La Casa Bianca però al momento esclude un cambio di regime in Siria perché non è una opzione praticabile in quanto il governo di Assad è una "realtà politica forte", ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, nel suo briefing quotidiano con la stampa. Lo stesso Spicer però a sorpresa ha puntato il dito anche contro la precedente amministrazione Obama che "non fece nulla" dopo che il presidente siriano varcò la cosiddetta "linea rossa" fissata dagli Stati Uniti.

L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani accusa il regime di Damasco.

Il fatto che l'attacco sia stato compiuto in un'area controllata dagli insorti farebbe pensare a una responsabilità diretta da parte del regime di Damasco e del presidente Bashar al Assad. Il governo siriano ha tuttavia smentito ogni coinvolgimento. L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani invece ha lanciato accuse circostanziate spiegando che i jet dell'aviazione nazionale, sostenuta da quella russa, ha sganciato le bombe nelle prime ore del mattino. L'attacco sarebbe stato condotto nell'ambito di un'offensiva che va avanti da settimane e che domenica scorsa ha coinvolto anche un ospedale della stessa provincia, quella di Iblid, causando il ferimento di diverse persone.

Da Russia e Cina veto a risoluzione ONU per sanzionare l'esercito siriano.

Nel mese scorso Russia e Cina hanno bloccato una risoluzione delle Nazioni Unite per imporre sanzioni alla Siria per l'uso di armi chimiche nel conflitto in corso dal 2011. Gli Stati Uniti si sono schierati con i Paesi europei per la bozza della risoluzione, alla quale hanno lavorato Gran Bretagna e Francia, e che prevedeva l'imposizione di sanzioni a un gruppo di militari siriani per le bombe al cloro.

Gentiloni: "Orrore senza fine"

In serata è arrivato il commento del premier italiano. “Orrore senza fine. Stop a armi chimiche, sono crimine contro l'umanità”, ha scritto Gentiloni su Twitter.