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Referendum 2011: quel 5% di italiani che hanno votato No

Il referendum è tornato ad essere il simbolo della voglia di partecipazione popolare anche grazie a quel 5% degli italiani che non hanno seguito l’invito all’astensionismo e hanno votato No.

Referendum 2011: quel 5% di italiani che hanno votato No.

Durante la giornata post elettorale di ieri si sono susseguite tante dichiarazioni in cui comitati promotori dei referendum e politici schierati per il si, hanno ringraziato tutti gli italiani che sono andati a votare il 12 e il 13 giugno. Essi hanno permesso in questo modo di raggiungere un risultato inaccessibile da sedici anni, il raggiungimento del quorum, che fino a pochi mesi per molti era irrealizzabile. Di Pietro è stato tra i primi che ha ringraziato tutti coloro che hanno creduto ai referendum e in particolare a quanti “hanno raccolto le firme tra gli sberleffi e le derisioni per il fatto che il quorum non sarebbe stato raggiunto”. Aggiungendo che ”questa vittoria è di tutti gli italiani”.

Il fatto che il referendum è tornato ad essere importante, è ritornato ad essere il simbolo della voglia di partecipazione popolare, è evidente, non solo in quel 95 % dei Sì ai quesiti referendari. E'ancora più lampante in quel 5% di italiani che hanno votato No, coloro che hanno fatto una scelta importante, significativa, contro tutto e tutti. C’è stata una parte di italiani, seppur minoritaria, che ha deciso di andare a votare, non accettando gli inviti all'astensionismo, pur sapendo che con il proprio comportamento sarebbe stata di  aiuto ai Si nel raggiungimento del quorum, è andata a votare nonostante sapesse di essere comunque sconfitta.

C’è stata, quindi, un’altra piccola Italia che si è ribellata all’idea di scegliere la strada più semplice. Coloro che il 12 e il 13 hanno deciso di recarsi alle urne a votare No hanno dato una lezione a tutti. Sono tra coloro che, anche pensandola diversamente da chi ha votato Si sui temi trattati nei quattro quesiti referendari, ha con essi in comune l’idea che il referendum sia uno strumento di democrazia importante, la «gemma della Costituzione»,come lo ha definito Bobbio. Forti di questa loro convinzione, nonostante gli inviti all’astensionismo e tutte le controindicazioni, hanno pensato che il modo migliore per portare avanti la propria idea era quella di difenderla fino alla fine e di esprimerla. Forse anche questa parte degli italiani crede che un referendum fallito, oltre ad essere uno spreco di denaro, avrebbe portato alla vittoria solo l'arroganza di tanti politici che hanno ritenuto il referendum inutile, poco importante o addirittura lo hanno dileggiato. Sono quegli italiani che, forse, domani davanti ad una legge che non condividono decideranno di indire un referendum.

Anche quel 5% di cittadini che ha votato per il No va ringraziato, perché ha permesso al referendum di tornare ad essere la massima espressione della democrazia diretta e ha dimostrato a tutti che si possono avere idee diverse, difenderle ed esprimerle senza scegliere le scorciatoie.

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