Venerdì scorso, con un post pubblicato sul suo profilo Facebook (che riprendeva un post sul blog di Beppe Grillo), il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio aveva rilanciato le accuse contro alcune ONG che operano nel Mediterraneo e che si occupano di “cercare” i natanti in difficoltà, per poi chiedere l’intervento della Guardia Costiera e delle altre imbarcazioni gestite da Frontex. Il MoVimento 5 Stelle preannunciava una interrogazione al ministro Minniti per capire conoscere il ruolo delle ONG e gli eventuali legami con gli scafisti operanti in territorio libico.

Si leggeva sul blog

“Potrebbe esserci dietro una regia e a dirlo non è il M5S, bensì anche un'inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Oltre ai trafficanti di esseri umani in Libia, sta emergendo la questione delle navi di alcune Ong private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all’interno). Parliamo di circa una dozzina di ONG tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre “bandiere ombra”. Se ne starebbero "parcheggiate" a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti -salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia-, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese.

Un meccanismo assai controverso, di cui si sa poco e nulla. Ad esempio non si capisce chi sono i finanziatori di queste Ong, il che non è certo un dato marginale”

Dopo la replica di politici e attivisti, che avevano accusato Di Maio di praticare disinformazione sulla questione (c’è un fascicolo aperto a Catania, una sorta di indagine conoscitiva, e non ci sono, al momento, prove concrete a supporto delle tesi “complottiste”), il vicepresidente della Camera torna sul tema con un lungo post che non mancherà di generare nuove polemiche. Ecco cosa scrive Di Maio

A Roberto Saviano e a tutti quelli che criticano le mie parole sulle Ong che fanno da "Taxi del Mediterraneo" dico che è finito il tempo delle ipocrisie, basta documentarsi per scoprire che è stata la stessa agenzia Frontex nel rapporto "Risk Analysis 2017" a definire le imbarcazioni delle Ong dei "Taxi". Come spiega anche il quotidiano La Stampa stamattina.

C'è un club di ipocriti in questo Paese che ha sempre finto di non vedere il business sull'immigrazione (forse perché gli faceva comodo?).
Poi sono caduti tutti dalle nuvole quando ci siamo ritrovati Mafia Capitale e "gli immigrati che fruttavano più soldi della droga" (Buzzi docet).
Io non sono un ipocrita. E voglio vederci chiaro, perché quello di cui parliamo è una tema di sicurezza nazionale e non può essere ridotto a un mero dibattito tra le diverse sensibilità politiche.

C'è un'inchiesta della magistratura in corso e ci sono due rapporti Frontex che accusano le Ong non solo di collusione con gli scafisti ma addirittura in un caso di aver permesso ai criminali di usare direttamente le imbarcazioni delle Ong per trasportare gli immigrati. Una cosa assurda!

Leggendo queste notizie le domande che mi faccio da cittadino italiano sono: chi ci mette i soldi? Quanti? E perché? Chi paga questi Taxi?

Andremo fino in fondo e il Ministro dell'Interno ci deve rispondere.