Praticare tiro al segno al poligono come attività formativa offerta da una scuola di Vicenza. Ha dell'incredibile la denuncia sporta dalla madre di uno studente di un istituto tecnico vicentino, secondo cui tra la attività che i ragazzi possono praticare ci sarebbe anche quella, decisamente discutibile, di imbracciare un'arma e imparare a sparare. A raccontarlo Andrea Zanoni, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: "Mi giunge da parte di un genitore di un ragazzo di prima superiore una segnalazione che, a maggior ragione di questi tempi, ritengo sconcertante. Un istituto tecnico di Vicenza, l’Almerico da Schio, ha deciso di prevedere tra le proprie attività formative anche quella di avvicinare i ragazzi minorenni alla pratica del tiro a segno portandoli al poligono. L’utilizzo di pistole ed armi, seppur ad uso sportivo, non deve essere promosso in alcun modo dalla scuola pubblica. Non è accettabile che la scuola diventi luogo nel quale facilitare l’avvicinamento e la pratica di strumenti che, al netto del risvolto sportivo, restano drammaticamente ed in via prioritaria strumenti di offesa e morte. Tanto più alla luce dei recenti fatti di sangue che hanno trasformato le scuole negli Stati Uniti in tragici luoghi di mattanza: non c’è davvero bisogno di inseguire, neppure alla lontana, questo modello totalmente negativo.

Stando a quanto riferisce l’ANSA, che riporta la testimonianza della madre, “almeno due classi prime” dell’istituto commerciale Almerico da Schio sono state accompagnate al poligono quattro volte, l’ultima delle quali è stata validata come verifica scolastica per scienze motorie. “Ero assolutamente contraria che mio figlio partecipasse – dice la mamma – ma non potevo rischiare che avesse un brutto voto in pagella”.