Ancora tensione a Istanbul tra polizia e manifestanti che protestano contro i lavori a Gezi Park. Il tutto è nato dalla volontà di difendere il parco, con oltre 600 alberi al suo interno, dai progetti "di urbanizzazione" del premier Erdogan. Al posto del polmone verde della città dovrebbe sorgere un grande centro commerciale. Gli agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti nuovamente in mattinata, lanciando gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Dopo le cariche della polizia, i dimostranti sono riusciti a entrare in piazza Taksim al grido di "uniti contro il fascismo" e "dimissioni per Erdogan". Gli scontri sono cominciati ieri e hanno portato ad una decina di feriti e al fermo di oltre 60 persone. Manifestazioni si segnalano anche nella arteria commerciale di Istiklal e nel quartiere di Besiktas. Secondo Hurriyet online ci sono state decine di feriti. Disordini anche nella Capitale, Ankara, che protesta anzitutto contro una normativa restrittiva sulla vendita di alcol, ma i manifestanti hanno voluto mostrare solidarietà coi dimostranti di Istanbul.

Erdogan ammette "errori" della polizia– Nel frattempo è stato lo stesso premier turco Recep Tayyip Erdogan ad ammettere che ci sono state "azioni estreme nella risposta della polizia" contro i manifestanti di Gezi Park. Il capo del governo ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sugli "errori" delle forze di sicurezza. Tutti i filmati verranno vagliati per individuare gli agenti che hanno commesso infrazioni, si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli interni turco. "L'intervento della polizia è stato mirato contro chi si scagliava contro auto, lavoratori, forze di sicurezza, titolari di negozi e cittadini. In questi casi l'uso dei gas lacrimogeni non doveva essere fatto se non assolutamente necessario – si legge nel testo – Ci aspettiamo che i nostri cittadini agiscano in modo sensato contro quei gruppi che tentano di provocarli contro le forze di sicurezza conducendo manifestazioni illegali".