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Lo sai come si dice, no? «Il sazio non crede al digiuno». Il governo di destra, padre dell'autonomia differenziata che diviso l'Italia te la sta mostrando chiara chiara qual è la priorità: il problema sono le vetrine di Milano, l'ottavo decreto sicurezza in cinque anni con l'ennesima tirata anticostituzionale corretta dal Quirinale (se non ci fosse Mattarella…), i «maranza» (li chiamano così, come in un rap di Fedez, solo per non passare per xenofobi).

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Ispirandomi al bellissimo «monologo di Giorgio», in "Così parlò Bellavista" di Luciano De Crescenzo, ti dico che da qualche giorno mi sento come come un esemplare della specie più povera del mondo: il meridionale che solidarizza con chi trasporta i prodotti della terra e ci consente ogni giorno di mettere il piatto a tavola.

Non sono fesso e so che non lo sei nemmeno tu: l'Italia del Sud è il paese dei padroncini, la rete dei trasporti della grande distribuzione è spesso fonte di sfruttamento dei lavoratori. Ma nessuno mi convincerà che un camionista fa la vita da nababbo e non ha niente di cui lamentarsi.

Nessuno mi convincerà che un autotrasportatore non vorrebbe stare a casa sotto ad una coperta e davanti alla tv invece di stare mmiez ‘a via, su un'autostrada, dalle 4 di mattina. E non certo per uno stipendio da direttore generale.

Questa protesta degli autotrasportatori al Sud Italia nasce perché il caro gasolio sta erodendo il margine di guadagno degli autotrasportatori. È una cosa più grande di me e di te e pure dell'Italia. Riguarda i meglio amici di Meloni e Salvini: Trump e Putin. Il blocco sta facendo uscire pazze le forze politiche. Il centrodestra non può attaccarli fino in fondo perché questa gente è il loro elettorato di base al Sud Italia. Il centrosinistra li sostiene, ma non fino in fondo.

Hai notato quanto tempo c'è voluto per far entrare questa vicenda nell'agenda della politica nazionale e quanto poco tempo c'è voluto invece per le vetrine spaccate di Milano? Hai visto mezzo ministro a Napoli, a Reggio Calabria, Palermo, Bari? Qui è solo un problema di quattro zappaterra e dei loro camionisti, a Milano è a rischio la civiltà.

È stato necessario bloccare l'intero comparto del trasporto merci per far alzare il culo a qualcuno a Roma farlo recare in ufficio a fare i conti per vedere se resta qualche soldino non per il riarmo. Tutto sommato la Regione Campania, con tutte le sue miserie, è riuscita a trovare in poche ore 13 milioni di euro per supportare i costi del gasolio agricolo destinato ai coltivatori diretti.

Oggi ho sentito l'ennesima panzana di un ministro del governo Meloni, che poi è sempre lo stesso, Nello Musumeci, oggi in gita qui. Musumeci è quello che se la prese coi napoletani dopo i terremoti ai Campi Flegrei, deve avere avuto qualche problema coi napoletani da giovane. Ha detto: «Non siamo a Bolzano. È normale che la criminalità va dove c'è denaro o dove si pensa possa arrivare e soprattutto c'è chi vuole fomentare». Ma vi rendete conto di quanto faccia schifo questa frase in bocca ad un ministro siciliano?

«Il sazio non crede al digiuno». E poi c'è pure il sazio che irride chi è a pancia vuota e dice: «Beato te, io ho mangiato così tanto che schiatto». Meno soldi agli ospedali del Sud, meno soldi ai trasporti del Sud, poi però in estate tutti a Napoli e come è bella Napoli e che bel cambiamento ha fatto Napoli, andiamo tutti al murale di Maradona e poi a mangiare una pizza gourmet a quaranta euro. È stato necessario bloccare mezza Italia per far succedere qualcosa, l'indifferenza di governo verso questa parte dell'Italia ha raggiunto vette che non credevo possibili nemmeno quando Umberto Bossi in canottiera gridava ai «terùn».

Avrei voluto parlarti dell'inaugurazione della libreria Mondadori nella metropolitana di Scampia. Una cosa bellissima, una avventura di quel  visionario di Rosario Esposito La Rossa, un presidio di cultura in un luogo ancora complicato (l'altroieri, a due passi da lì, un omicidio di camorra).  Avrei voluto parlarti dell'apertura di stagione del teatro Mercadante di Napoli, Renato Carpentieri, 83 anni, monumentale, un leone, in scena con testi di Beckett e Pinter. Ne parleremo.

Oggi la priorità è far vedere com'è difficile imporre un argomento all'agenda del governo, se quell'argomento arriva da una precisa parte del Paese.

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