Dopo l'annuncio del completo ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, il Presidente Usa, Donald Trump, a sorpresa avrebbe deciso di ordinare il ritiro di un numero importante di soldati anche dall'Afghanistan: si tratterebbe di circa metà del contingente oggi impiegato nel Paese. Lo hanno reso noto  funzionari del Dipartimento della Difesa americana, citati dai media statunitensi, confermando le voci che si rincorrevano negli ultimi giorni. Sempre secondo i giornali locali, i primi rientri in Usa potrebbero iniziare già tra qualche settimana ma il ritiro dovrebbe concludersi gradualmente entro l'estate. Una decisione che ha scatenato nuove polemiche nei confronti della politica estera voluta da Trump anche alla luce dell'annuncio di dimissioni da parte del Segretario alla Difesa James Mattis, rese pubbliche proprio nelle stesse ore.

Trump infatti si è sempre detto contrario alla presenza militare degli Usa nel Paese considerando quella contro i Talebani una causa persa e aveva già fatto capire di volere un ritiro di truppe dall'Afghanistan. Era stato proprio il generale Mattis, insieme agli altri consiglieri militari della Casa Bianca, a fargli cambiare momentaneamente idea, così come era accaduto anche con la Siria. Per questo la doppia decisione di ritiro, secondo gli analisti, avrebbe spinto Mattis a lasciare il suo incarico.

"Poiché lei ha il diritto di avere un Segretario alla Difesa le cui visioni siano meglio allineate con le vostre su queste e altre materie, credo che per me sia giusto lasciare l’incarico", ha affermato  l'ex generale della Marina Militare nella lettera di dimissioni, smentendo lo stesso Trump che in precedenza aveva parlato del suo addio,  previsto per febbraio, come un ritiro in pensione. "Ho avuto il privilegio di servire questo Paese. Sono orgoglioso dei progressi fatti negli ultimi due anni. Gli Stati Uniti rimangono la nazione indispensabile nel mondo libero, ma non possiamo proteggere i nostri interessi e assolvere a questo ruolo con efficacia senza conservare forti alleanze e mostrare il rispetto dovuto a questi alleati" ha concluso Mattis.