Un monaco buddista è stato aggredito e ucciso da un leopardo mentre meditava nella foresta. I fatti sono avvenuti nello Stato indiano del Maharashtra, dove negli scorsi giorni l'animale ha ucciso Rahul Walke Bodhi, 35 anni, che si era ritirato con altri due devoti sotto un albero per pregare. Non molto lontano è presente una riserva naturale per leopardi e tigri, motivo per cui le autorità avevano già raccomandato di non addentrarsi nella foresta senza guide. Ma i tre monaci le hanno ignorate. Due di loro sono comunque riusciti a fuggire incolumi per allertare la polizia. "Il corpo dilaniato di una persona è stato ritrovato nella foresta, l'animale ha cercato di trascinarlo per poi divorarlo", ha detto all’AFP Krisna Tiwari, un alto funzionario di polizia della regione. Pare che i tre monaci non fossero persone del posto, ma religiosi che si trovavano nella regione per un giro di preghiera annuale. L'attacco segue di pochissimi giorni l’incidente mortale avvenuto lunedì, quando il negoziante Sandeep Arjun è stato ucciso al di fuori della sua stalla alla periferia della stessa foresta. Non era chiaro se lo stesso leopardo sia il responsabile di entrambi gli attacchi.

L'espansione urbana ha ridotto il numero degli habitat forestali, restringendoli sempre più e mettendo sempre più a stretto contatto umani e animali. Il ripetersi di questi episodi, con grandi felini ma anche con elefanti, ha seminato il panico nel distretto e, ha assicurato il responsabile delle guardie forestali, “almeno 500 persone sono entrate nella foresta per cercare di catturare il felino”. Statistiche indicano che nelle differenti riserve indiane vivono circa 13.000 leopardi. Almeno 431 sono stati uccisi nel 2017, secondo i dati del governo. La maggior parte sono stati vittime di bracconieri per le loro pelli e parti del corpo.