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Vacanze estive 2024

Vacanze al mare in Italia: quali sono le destinazioni balneari più prenotate da italiani ed europei

Dove andranno in vacanza gli italiani quest’anno? Tanti preferiscono mete balneari nazionali, ma cresce il numero dei viaggi all’estero. E se un tempo ci si orientava soprattutto in base ai prezzi, adesso viene presa sempre più in considerazione la sostenibilità.
A cura di Giusy Dente
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L'estate 2024 segna la definitiva ripresa del settore travel, dopo la pesante crisi che ha investito il settore con la pandemia e il lockdown. Già il 2023 è stato un anno positivo, ma il 2024 palesa ancora di più la grande voglia che si ha di viaggiare, di scoprire posti nuovi, di visitare mete lontane. Lo ha confermato a Fanpage.it Alessandro Callari, Regional Manager Italia Malta e Israele di Booking.com: ha illustrato le tendenze dell'estate 2024, verso quali destinazioni si sposteranno gli italiani e in base a quali criteri oggi si sceglie dove trascorrere le vacanze estive. C'è una crescente attenzione al tema della sostenibilità, molto preso in considerazione quando si programma un viaggio e si sceglie una struttura.

Come prenotano le vacanze italiani ed europei

Sarà che per molto tempo siamo stati privati della possibilità di partire in assoluta libertà, ma viaggiare è diventata più che mai una priorità: è un piacere a cui non si è più disposti a rinunciare. La crisi è passata, il settore travel si è gettato alle spalle le difficoltà patite in periodo di lockdown e pandemia: "Sicuramente il viaggio è entrato ormai nel paniere dei beni indispensabili, nonostante un innalzamento dei costi. Rimane lo zoccolo duro del budget che viene allocato annualmente dai viaggiatori italiani. Dal 2021 c'è stata una continua ripresa. Il 2023 è stato l'anno del ritorno al viaggio in maniera piena, con volumi che si sono attestati sopra quelli del 2019. Nel 2024 i trend sono simili a quelli del 2023. Continua l'interesse che è spiccatamente più internazionale che non domestico, quindi i prenotanti italiani si attestano sullo stesso volume rispetto all'anno scorso in questo momento. Il totale delle prenotazioni è suddiviso tendenzialmente in 1/3 di prenotazioni che arrivano dall'Italia, quindi prenotazioni domestiche (sono gli italiani che prenotano l'Italia) e 2/3 sono internazionali che preferiscono l'Italia e quindi sono attratti dalla nostra destinazione".

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Le destinazioni balneari più gettonate in Italia

Le mete più gettonate sono diverse: "Tendenzialmente la maggior parte delle prenotazioni per l'estate 2024 arrivate da italiani vanno in destinazioni come Rimini, Riccione, Gallipoli. Mentre destinazioni come Taormina, Cefalù, Costiera Amalfitana vengono preferite dagli utenti internazionali. Sta performando molto bene anche tutta l'area del Lago di Garda: è meta d'elezione per i prenotanti che arrivano dalla Germania e che per noi rappresenta il primo mercato internazionale in assoluto". Per quanto riguarda gli italiani nello specifico: "Più italiani dall'inizio dell'anno a oggi hanno prenotato vacanze, rispetto all'anno scorso. Ed è rimasto invariato il numero di italiani che hanno prenotato l'Italia. La crescita si riversa su viaggi all'estero, ma tra le destinazioni che vengono preferite dagli italiani vediamo un trend un po' diverso rispetto all'anno scorso, perché ci sono dei viaggi di lungo raggio. Nel 2023 c'era più un trend di prossimità, di viaggi a medio raggio all'interno dell'Europa, magari destinazioni balneari. Abbiamo notato una fortissima crescita dell'Asia, tanta Indonesia, tantissimo Giappone, Vietnam, l'America Latina è un'altra destinazione che in questo momento sta ricevendo parecchie ricerche e parecchie prenotazioni".

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Chi viaggia lo fa nel rispetto della sostenibilità ambientale

Quando si programma un viaggio, si sceglie una destinazione, si prenota una struttura sicuramente ognuno cerca caratteristiche diverse, dando la precedenza a un fattore piuttosto che a un altro. Il risparmio economico resta un aspetto fondamentale, ma a differenza del passato è emerso anche un altro elemento sempre più preso in considerazione. È la sostenibilità. Secondo i dati dell'ultimo Sustainable Travel Report di Booking (con dati raccolti da oltre 31.000 viaggiatori in 34 Paesi e territori), per il 35% dei viaggiatori un alloggio classificato come più sostenibile attira maggiormente l'attenzione. Di contro, per alcuni viaggiatori non è importante prestare attenzione all'impatto che avranno sull'ambiente. Il 29% ritiene che i danni siano ormai irreversibili e che le scelte di viaggio personali non possano fare la differenza. Il 24% non ritiene il cambiamento climatico così grave da dover modificare il proprio modo di viaggiare.

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Lo ha confermato Alessandro Callari: "È forse l'elemento di maggiore diversificazione rispetto agli anni passati. Sicuramente c'è una maggiore attenzione, una maggiore consapevolezza da parte dei viaggiatori rispetto a questo tema. La maggior parte dei viaggiatori a livello globale ci dice che è più interessata ed è più attratta (per il 75%) da una struttura che implementa delle buone pratiche sulla sostenibilità. Preferisce questa tipologia quando sceglie una destinazione, una struttura in cui soggiornare. Un aspetto interessante è che quella percentuale sale se andiamo a fare un focus solo sugli italiani: per l'80% degli italiani è fondamentale, è un fattore determinante nella scelta di una struttura se fa delle scelte di sostenibilità. Il viaggiatore ci dice che è interessato anche ad avere a sua volta un impatto positivo dal punto di vista della sostenibilità, nelle destinazioni dove si reca. Questo ovviamente può avere tutta una serie di declinazioni: semplicemente informarsi sulla gestione dei rifiuti e della differenziata della città che si va a visitare, oppure scegliere destinazioni con strutture ricettive gestite dalla comunità locale con economia circolare. Se avessimo fatto questa conversazione cinque anni fa, probabilmente avremmo parlato solo di prezzi e di sensibilità rispetto al prezzo. Adesso la sensibilità e anche la percezione del lusso è una percezione diversa. Adesso un ecolodge costoso, che non ha gli stessi servizi rispetto magari ad un hotel di catena, è comunque percepito dai viaggiatori come un lusso per cui vale la pena investire".

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Come hanno inciso le guerre nelle prenotazioni

L'attuale situazione politica ha spostato leggermente l'attenzione da alcune destinazioni e, come successo col Covid, ha fatto emergere una nuova necessità nei viaggiatori: la possibilità di cambiare piani, anche all'ultimo momento. Alessandro Callari ha spiegato: "Sembra esserci una forte resilienza da parte dei viaggiatori e quindi una capacità di adattarsi al nuovo contesto e di continuare a pianificare, magari cambiando destinazione o scegliendo un elemento che dal Covid in poi è rimasto costante che è quello della flessibilità. Dal momento del Covid abbiamo capito quanto fosse importante la possibilità di eventualmente cancellare e riprogrammare un viaggio. Questo elemento è una delle caratteristiche principali che il viaggiatore ricerca nel momento in cui pianifica il viaggio, è uno dei filtri principali che viene usato su Booking, quindi la possibilità di cancellare gratuitamente. Non abbiamo notato un sensibile impatto, probabilmente qualche cambio sulle destinazioni, ma questo credo che faccia parte della normale capacità di adattamento da parte di tutti i viaggiatori, non necessariamente in casi di conflitto. Ad esempio avviene anche nell'anno delle elezioni degli Stati Uniti, come i dati ci confermano: gli statunitensi tendono a viaggiare di meno, sono un po' più conservativi, vogliono vedere cosa succede, vogliono rimanere in casa. Il turismo è una scienza sociale, è ovvio che c'è un impatto da tutto ciò che accade attorno, però nei numeri rimane la voglia di viaggiare".

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