San Giovanni in Persiceto, il borgo colorato in cui Minions e animali da cortile animano le strade
A pochi chilometri da Bologna e Ferrara c'è un luogo dove giganteschi animali da cortile spuntano da buchi che si aprono nelle pareti delle case, le cui facciate sembrano smaterializzarsi e fondersi con il cielo azzurro. Non è un'allucinazione, sono i murales che colorano le strade di San Giovanni in Persiceto. Un piccolo paese dalla storia millenaria che è sempre rimasto una piccola comunità poco considerata dal resto del mondo. Almeno, è stato così fino a quando il paese non ha deciso di fare dell'arte non solo il suo biglietto da visita, ma proprio il suo capotto. La piazza, gli edifici, fino agli elementi architettonici più banali, tutto si è rivestito di opere di vari artisti, disegni ispirati a cartoni animati e videogiochi e bizzarre installazioni.
La riqualificazione del borgo con i murales
San Giovanni in Persiceto è sbocciato come borgo artistico colorato attorno agli anni '80, grazie a un progetto di riqualificazione che voleva dare nuova vita alle aree più degradate della città. Tra queste, l'area più critica era la piccola Piazza Betlemme. Fu proprio da lì che l'artista Gino Pellegrini iniziò a realizzare i primi murales del borgo. I soggetti erano principalmente ispirati alla vita agricola ed erano realizzati con la tecnica trompe l'oeil, che gioca su particolari schemi prospettici i quali danno allo spettatore l'illusione della tridimensionalità. Ecco dunque che nei muri di mattoni delle case si aprono degli squarci da cui compaiono oche e galline, oppure grandi teli e lenzuola stese, che sembrano venirci addosso mentre sventolano. Più vicini a terra, invece, paiono poggiarsi dei giganteschi ortaggi.

L'iniziativa ebbe parecchio successo e, nei decenni successivi, molti altri artisti decisero di dare il loro contributo alla nuova veste del borgo. I colori dunque si estesero anche in altre aree del paese, come Piazza del Popolo, quella principale. Qui, però, non ci si è limitati ai murales, ma ogni cosa è stata contagiata dall'arte nelle sue varie forme: dalle panchine decorate con opere ispirate a Van Gogh, Ligabue e Monet a piccole installazioni che vedono dei jeans diventare dei portavaso. Anche gli spartitraffico hanno preso vita, assumendo le sembianze dei personaggi dei Minions, Supermario e altri protagonisti di videogiochi e cartoni animati. Per le strade c'è anche una buffa statua della mascotte di San Giovanni in Persiceto: si tratta del gatto conosciuto come "Gino il Re", che anni fa era solito scorrazzare per le strade del paese infilandosi in qualunque casa o negozio trovasse aperti.
Una piccola Bologna dal cuore longobardo
Prima dei colori e dell'atmosfera da sogno a occhi aperti, San Giovanni in Persiceto poteva comunque contare su una storia millenaria, con i primi insediamenti che risalgono addirittura all'età del bronzo. A farne da certificazione vivente è il suo centro storico. Il paese, infatti, è conosciuto anche come Borgo Rotondo, un soprannome che deriva proprio dal fatto che la sua parte vecchia si sviluppa su una pianta concentrica, tipica dei centri urbani longobardi dell'epoca alto-medievale.

Camminando per Corso Italia, la via che divide in due il centro, si ha l'impressione di trovarsi in una Bologna in miniatura, con lunghi porticati dai colori caldi sotto ai quali si susseguono piccoli ristoranti e botteghe ricche di prodotti tipici. A conservare un'altra importante eredità è anche la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, al cui interno si trovano alcuni dipinti dei principali esponenti della pittura bolognese fra il cinquecento e l'ottocento, tra cui Guercino, Francesco Albani, Ercole Graziani, Ubaldo Gandolfi e Alessandro Guardassoni.