Borgo Parrini, il più colorato del sud Italia con murales e decorazioni ispirate a Gaudí e Frida Khalo
A circa 35 chilometri da Palermo si trovano forse i 108 chilometri quadrati più colorati e stravaganti della Sicilia. Stiamo parlando di Borgo Parrini, un piccolo paese che da luogo spopolato e quasi dimenticato è rinato in un tripudio di motivi colorati ed elementi architettonici ispirati alle opere dell'architetto Antoni Gaudí, che animano Barcellona. Si tratta di uno di quei borghi italiani diventati iconici grazie alle loro strade colorate. Così come la fusione tra arte e ambiente urbano ha reso unica la città spagnola, la riqualificazione avvenuta negli anni '90 ha fatto di Borgo Parrini una meta sempre più attrattiva per turisti e artisti provenienti da tutto il mondo.
Dalle origini di Borgo Parrini alla rivoluzione colorata
La nascita del piccolo centro abitato si deve ai Padri Gesuiti del Noviziato di Palermo, che nel dialetto locale venivano definiti proprio "parrini". La fondazione del paese risale. I Padri acquistarono il territorio attorno al XVII secolo, con l'intento di sfruttare la terra circostante per sviluppare le attività agricole. Nel settecento fu poi eretta la chiesa, ancora oggi visitabile, dedicata a Maria Santissima del Rosario. Dopo la destituzione dell'ordine nel 1767, il borgo passò sotto la proprietà di Henri di Orleans. Per secoli il piccolo paese basò il suo sostentamento sull'agricoltura e sulla viticoltura. Tuttavia, con l'arrivo del secondo dopoguerra, la popolazione iniziò a spostarsi verso le grandi città e Borgo Parrini ne risentì notevolmente. Il paese andò incontro a un progressivo spopolamento che lo ridusse alla piccola realtà di circa 20 abitanti che è oggi.

Si aprì così un periodo abbastanza lungo, in cui sembrava che Borgo Parrini fosse un luogo dimenticato per sempre. Negli anni '90 però, quando tutto sembrava ormai perduto, l'imprenditore locale Giuseppe Gaglio volle restituire al paesino la vita che aveva perso. Quest'ultimo, dunque, acquistò diverse delle proprietà ormai abbandonate, determinato a dare inizio a un grande progetto di riqualificazione. Da sempre affascinato dalle opere di Antoni Gaudí, Gaglio ha voluto trasportare l'atmosfera onirica che l'architetto spagnolo aveva donato a Barcellona direttamente a Borgo Parrini. Ecco dunque che le facciate delle case e degli edifici si sono popolate di colori vivaci e motivi eccentrici. Inoltre, negli angoli delle strade del borgo sono comparsi mosaici e decorazioni in ceramica che hanno contribuito a trasformare un piccolo paese in rovina in un mondo fiabesco.
Borgo Parrini, la tradizione oltre ai colori
Case bianche con porte azzurre e infissi gialli, pareti arricchite da grandi murales, e camini che sono stati trasformati in miniature delle cupole più famose dell'isola Queste sono le immagini che hanno fatto di Borgo Parrini una meta turistica sempre più gettonata. Le strade del paese sono cosparse di opere d'arte. Tra le più famose c'è il murale dedicato a Frida Kahlo, ma sono anche presenti i ritratti degli anziani del paese raffigurazioni di scene dell'antica vita contadina. Qui e la ci si può anche imbattere in citazioni di Gandhi, Nelson Mandela e Papa Giovanni Paolo II dipinte lungo i vicoli.

L'esplosione di colori che ha trasformato Borgo Parrini non ha coperto la storia secolare del paese. In centro, infatti, è possibile visitare la stessa chiesa parrocchiale di Maria Santissima del Rosario che i Padri Gesuiti avevano costruito nel XVIII secolo. Immersa tra le tonalità vivaci degli edifici circostanti, le sue pareti bianche spiccano ancora di più. Per dare un tocco più pittoresco i profili della facciata e della torre campanaria sono rifiniti con dell'intonaco color paglierino. Nel borgo è anche presente un'esposizione dedicata alla tradizione del Carretto Siciliano. Qui i visitatori possono apprendere la tecnica per realizzare le caratteristiche decorazioni che adornano i carretti simbolo della Sicilia.