L’isola di Flores, alternativa selvaggia a Bali tra vulcani, spiagge rosa e antichi villaggi

Spesso quando si pensa all’Indonesia il primo nome che viene in mente è Bali, con le sue spiagge e resort iconici. Ma sempre più viaggiatori desiderano un’esperienza diversa, lontana dall’overtourism e più autentica, immersa in scenari naturali incontaminati e culture antiche. In questo contesto, l’isola di Flores si presenta come un’alternativa più ruvida e selvaggia, una terra che rifiuta di cedere la sua vera essenza, per offrire paesaggi imponenti, bellezze naturali ancora poco note e villaggi che sembrano essersi fermati a secoli fa. Flores, parte delle Piccole Isole della Sonda nell’arcipelago indonesiano, è un mosaico natura attiva, culture antiche e mare che aspettano solo di essere esplorati.

La natura selvaggia di Flores, tra vulcani, laghi multicolore e spiagge rosa
Al centro dell’esperienza di Flores c’è senza dubbio il Monte Kelimutu, un vulcano la cui fama deriva dai suoi laghi craterici multicolore che assumono tonalità differenti, dal blu al verde fino al rosso, in base alla composizione chimica e all’attività geologica del sottosuolo.

Questi tre laghi sacri attirano visitatori all’alba, quando la luce del mattino amplifica la loro magia e l’atmosfera è carica di mito e leggenda. Non lontano, il paesaggio roccioso ospita altri coni vulcanici come il Monte Inerie che domina la regione di Bajawa con la sua forma perfettamente conica. Ma Flores non è solo montagne, lungo la costa sud si aprono infatti spiagge sorprendenti come la celebre Pink Beach, dove la sabbia è di un delicato colore rosato dovuto ai frammenti di corallo rosso mescolati alla sabbia bianca, creando un’atmosfera quasi da cartone Disney.

L’arcipelago di Riung e le sue 17 isole formano un parco marino protetto con barriere coralline quasi intatte, perfette per lo snorkeling e per osservare tartarughe marine in un ambiente ancora lontano dall’overtourism. Ma il vero cuore naturale dell’isola risiede nel Parco Nazionale di Komodo, un’area naturale protetta dal 1980 e patrimonio UNESCO, celebre per ospitare il drago di Komodo, la lucertola più grande del mondo.

Infine, la grotta di Liang Bua, famosa non solo per la sua struttura calcarea millenaria ma anche per i resti dell’Homo floresiensis, una specie umana estinta scoperta all’interno di questa cavità, che aggiunge un elemento storico di eccezionale interesse.

I villaggi e le culture dell’isola di Flores
La dimensione "umana" di Flores è altrettanto affascinante quanto i suoi scenari naturali. Ci sono villaggi che custodiscono tradizioni antiche e rituali in grado di raccontare secoli di storia e cultura. Tra questi, il villaggio di Bena spicca per la sua struttura circolare originale: case tradizionali disposte attorno a un cortile centrale costellato di megaliti che incarnano la filosofia del popolo Ngada.

Più isolato e suggestivo è Wae Rebo, un villaggio che sembra sospeso nel tempo, raggiungibile solo dopo un trekking di alcune ore attraverso foreste montane. Le abitazioni tradizionali Mbaru Niang, costruite con bambù e materiali naturali, rappresentano l’armonia tra comunità e ambiente. Ogni struttura è infatti intessuta di rituali e riflette modi di vita antichi che ancora oggi resistono alla globalizzazione. Infine, si trovano insediamenti come Ruteng, circondato da risaie a tela di ragno, e piccoli centri costieri come Labuan Bajo, punto di contatto tra la natura selvaggia di Flores e il mare aperto.
