Il sentiero tra boschi e malghe che racconta la Creazione: 7 installazioni ripercorrono le tappe della Genesi

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Tra i boschi e i pascoli dell’Alpe di Rodengo e Luson si svilupa il Sentiero della Creazione. Un percorso che in un’ora e mezza attraversa i sette giorni della Creazione tramite la fusione di natura e arte contemporanea.

A Rio di Pusteria, in provincia di Bolzano, si trovano i sentieri incontaminati dell'altopiano dell'Alpe di Rodengo e Luson. Una terra dove la natura è rimasta incontaminata. Davanti agli occhi di chi cammina da queste parti si susseguono boschi e ampi pascoli, incorniciati dalle alte vette solitarie. Questo scenario è diventato anche il luogo scelto per ospitare il Sentiero della Creazione, un'unione tra natura e arte contemporanea che si concretizza in un percorso di 3,5 chilometri, in cui sette installazioni attraversano le tappe della creazione narrata nel libro della Genesi. Un cammino che si può affrontare anche in famiglia in circa un'ora e mezza, ma che invita comunque a prendersi il proprio tempo e riflettere su ciò che le opere di fronte a noi vogliono trasmetterci.

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Il paesaggio dell'Alpe di Rodengo e Luson

L'arte lungo il Sentiero della Creazione

Le sette opere, ognuna delle quali riflette su uno dei giorni della Creazione, portano le firme di Matthias Kostner, Mirco Pitscheider, Filip Moroder Doss, Rita Pöll, Thomas Comploi, Silvia De Giorgi, Giovanni Demetz, Judith Röck e Hanna Pittschiele, nove artisti contemporanei che hanno collaborato per creare questo sentiero immersivo. Il percorso parte dal parcheggio di Zumis. Da qui, inizia a salire fino a che non ci si imbatte nell'opera "Luce e Tenebre", che rappresenta il primo momento della creazione e gioca proprio sul contrasto tra questi due elementi tramite un cilindro di acciaio Corten forato.

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L'inizio del Sentiero della Creazione

La seconda tappa è "Cielo e Terra". Il secondo giorno della creazione viene rappresentato da una spessa fascia di acciaio Corten semicircolare, in cui due forme quadrate sono state intagliate rispettivamente nell'estremità più alta e in quella più bassa. Poi arriva il momento in cui Dio crea la volta celeste, immaginato dagli artisti come una pietra sormontata da un ampio arco in acciaio dall'effetto arrugginito.

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L'opera "Luce e Tenebre"

Si prosegue verso il quarto giorno, in cui vengono separate le acque dalla terra ferma e nasce la vegetazione. L'installazione intitolata proprio "Piante" è composta da blocchi di ghiaia trovata sul posto e cemento da cui si diramano lamine di acciaio semi-arrotolate. L'intento è di dare l'idea di un bocciolo che si apre facendo nascere il fiore. È poi il turno delle stelle del firmamento, racchiuse all'interno di un cerchio metallico.

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L'installazione "Uccelli e Pesci"

Il sesto giorno la Terra viene popolata dalle creature del mare e dell'aria. L'opera "Pesci e Uccelli" è composta da un arco di acciaio Corten che si conficca in un rialzo del terreno, sormontato da un uccello scolpito nel legno di pino. Dal suolo spunta la seconda estremità dell'arco, a cui è stata data una forma ondulata che simboleggia i pesci nei fondali. Ecco dunque che si arriva al giorno in cui l'uomo viene plasmato: figure umane stilizzate, realizzate in cemento e ghiaia locale, sembrano emergere dal terreno disposte a coppie, impegnate in un abbraccio solenne.

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Le sculture che rappresentano la creazione dell'uomo

Il settimo giorno alla cappella Pianer Kreuz

Il settimo giorno non è dedicato solo al riposo ma anche alla riflessione e alla contemplazione di tutto il creato. Pertanto, l'opera che segna la fine del Sentiero della Creazione non è altro che una panchina artistica, realizzata in legno e acciaio Corten, un ultimo invito a prendersi del tempo per ponderare su ciò che abbiamo incontrato lungo il cammino e le sensazioni che ci ha lasciato.

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La panchina che rappresenta il settimo giorno accanto alla cappella Pianer Kreuz

La panchina con cui si conclude il viaggio attraverso le tappe della creazione si trova di fianco alla Cappella Pianer Kreuz. Edificata nel 2002 sulla base di una struttura più antica risalente al XVII secolo, la cappella costituisce da anni un importante punto di sosta e di meditazione per viaggiatori e pellegrini che camminano per i sentieri dell'Alpe di Rodengo e Luson

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