Il cammino dei Borghi silenti, il viaggio di Lorenzo: “Dal paese con solo 6 abitanti alla tenuta di Mogol”
Chi ha detto che solo l'estate è fatta per viaggiare? La verità è che anche in autunno ci si può concedere qualche weekend fuori porta super avventuroso, magari non troppo lontano da casa. In Italia, infatti, esistono borghi e percorsi unici nel loro genere, che offrono panorami incredibili ed esperienze super suggestive. Un esempio? Il cammino dei Borghi silenti, un sentiero ad anello di circa 91 km nella parte meridionale dei Monti Amerini, che si snoda intorno al monte Croce di Serra. Lorenzo Maggiani lo ha percorso e si è rivelata un'esperienza di viaggio assolutamente memorabile: ecco cosa ci ha raccontato della sua esperienza e quali sono stati i piccolissimi borghi che più lo hanno colpito.
Come è nata l'idea di fare il cammino dei Borghi silenti?
Con la mia ragazza l'anno prima avevamo fatto la Via degli Dei e ci era piaciuta come tipologia di esperienza, quindi anche quest'anno abbiamo voluto replicare nello stesso periodo, ovvero a cavallo del ponte del 2 giugno. Abbiamo scelto il cammino dei Borghi silenti perché era una distanza fattibile in 5 giorni: qui parti da un punto, fai un anello e lo completi. È una distanza ragionevole anche da casa, noi siamo in Toscana e in circa due ore e mezza siamo arrivati al punto di partenza.
Hai pianificato tutto prima di partire o ti sei fermato dove più vi piaceva?
Ho pianificato tutto, io sono uno molto preciso da questo punto di vista. Già a dicembre dell'anno prima chiamavo per prenotare gli alloggi a giugno, spesso mi dicevano che era ancora troppo presto. Nell'esperienza precedente, quella sulla Via degli Dei, ero più inesperto ma ho capito che gli alloggi devono avere determinate caratteristiche, tipo la colazione e il check-out presto, così da poter abbandonare la location e rimettersi in cammino nelle prime ore del mattino. Prenotare prima, quindi, significa trovare più facilmente tutto quello che voglio.
Quali sono state le tappe che hai fatto lungo il cammino?
La prima tappa l'ho fatta a Tenagli, Toscolano, che in verità, col senno di poi, avrebbe avuto senso farla più lunga. Ho fatto Colle Lungo come seconda, che è stata la tappa più lunga, poi Civitella del Lago, Baschi e per chiudere l'anello Tenaglia. Tra la prima e la seconda tappa si fa tanto dislivello, quindi in verità avrei dovuto invertire la durata delle due soste.
Quale borgo ti ha colpito di più lungo il tragitto?
Visitare Santa Restituta è stata un'esperienza molto particolare. Ha solo 6 abitanti, praticamente nel paese non ce nessuno, ci sono solo case e sono tutte disabitate. Qui però ho incontrato Moreno, che è un ragazzo nato e cresciuto lì che fa il volontario per il cammino. Se visiti il borgo, lo vedi tutti i giorni. Ci ha raccontato che lui ha passato tutta la vita lì, che solo una volta è uscito per farsi un weekend da qualche parte ma si è sentito male ed è dovuto tornare a casa. Tra i borghi più suggestivi c'è anche Civitella del Lago, che è più grosso, più movimentato: lì ci si può fermare a mangiare si trovano personaggi molto caratteristici, gente come in un film di Verdone, mi è piaciuta molto la teatralità di questo luogo.
Quanto è stato faticoso il cammino?
Io sono allenato, sono abituato a stare in piedi per tante ore di fila, quindi non ho faticato particolarmente. La mia ragazza, però, che è meno allenata, con il caldo ha sofferto non poco le salite.
Il momento più difficile del cammino?
Il più difficile è stato durante la prima tappa quando ho fatto una deviazione del percorso per andare a Tenuta dei Ciclamini, la tenuta dove abitava Mogol. Sul percorso c'è una salita bella impegnativa che, se dovessi dire che ne vale la pena, direi di no, anche perché ovviamente alla fine non si incontra Mogol. Allungare una tappa di qualche km e affrontare il dislivello non è stato il top. Quando sono arrivato a Toscolano, invece, la persona che aveva il b&b era dovuta andare via per un'emergenza e non ha risposto a lungo. Per fortuna, però, il tempo di prendere un gelato ed è arrivato.
Quello più soddisfacente?
La tappa più bella parte più bella, come tappa è stata quella sul Monte Croce di Serra, che a livello paesaggistico è bellissimo. Il momento più bello ed emozionante è quello dell'arrivo.
Consiglieresti questo viaggio a chi vuole organizzare qualcosa in autunno?
Sì, assolutamente sì, anche se personalmente penso che il periodo migliore per organizzarlo sia primavera, inizio estate, perché le giornate sono più lunghe e, anche se non sei allenato, puoi andare piano e camminare sempre con la luce. Anche in autunno, però, va benissimo perché le tappe non sono troppo lunghe.
Consigli materiali per affrontare il cammino dei Borghi silenti?
Dipende dall'approccio: ci sono persone che vogliono fare tutto in autonomia in tenda e in quell caso devi studiare bene dove rifornirti perché c'è tanta natura e pochi centri abitati. Se, ad esempio, hai bisogno di un panino, di una bottiglia d'acqua, devi sapere in anticipo dove e quando andare. In alternativa si può fare qualcosa di un tantino più comodo come ho fatto io, dormendo nei b&b, dove quanto meno per la colazione sei tranquillo. Nei borghi ci sono dei ristoranti e dei supermercati ma magari becchi il giorno di chiusura e rimani senza cena. Il mio consiglio, dunque, è quello di organizzarsi, di controllare le aperture e le chiusure su Google Maps. A livello di attrezzatura potrebbero servire i bastoncini, soprattutto se non si è particolarmente allenati, perché ci sono alcune salite impegnative.
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