Le modelle non possono superare 87 cm di fianchi: curvy dimezzate in passerella, torna l’estetica skinny

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Tod's Primavera/Estate 2027
Per le sfilate Primavera/Estate 2027, Londra è stata la passerella più inclusiva. Lo 0,5% dei look era plus-size. Male Milano, con solo lo 0,1%.

Le sfilate Primavera/Estate 2027 di Milano, Londra e Parigi hanno confermato in modo inequivocabile quanto il settore fashion sia regredito rispetto alle precedenti Settimane della Moda in termini di inclusività. Vogue Business ha monitorato anche stavolta le taglie delle modelle in passerella e il report parla chiaro. Dopo alcune stagioni di crescita, in concomitanza col boom della body positivity, la rappresentanza complessiva delle taglie curvy è regredita o rimasta stagnante. Oggi si attesta tra il 2% e il 3%. In due anni, la rappresentanza totale delle taglie curvy si è quasi dimezzata.

In una predominanza assoluta di corpi molto magri, pochi brand si sono distinti portando in passerella corpi differenti, per mostrare in modo più variegato l'universo femminile e cercare di darne una rappresentanza più ampia, non solo standardizzata sulla taglia 40. McQueen, Ferragamo e Miu Miu, per esempio, hanno incluso modelle di taglia media o plus-size nelle proprie sfilate: un'eccezione in un panorama in cui è chiaro il ritorno a canoni di bellezza molto rigidi, incentrati sulla magrezza. Una magrezza da raggiungere a ogni costo: è acceso il dibattito sui farmaci dimagranti, su Ozempic che dilaga e che sta rendendo i corpi nuovamente tutti uguali. Sembrava che la body positivity potesse avere successo, potesse cambiare le cose, innescare una riflessione seria sul tema, per dare dignità a tutti i corpi. Ma è durato poco ed ecco che i corpi veri in cui riconoscersi, sono nuovamente spariti: nessuno vuole mostrarli più.

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Ester Manas Primavera/Estate 2027, Paris Fashion Week

I risultati della stagione SS27 confermano un quadro complessivo desolante, sotto questo punto di vista. David Thielebeule, Fashion Director presso Bloomingdale's, la nota catena statunitense di grandi magazzini di fascia alta, ha detto a Vogue: "In una stagione in cui gli stilisti di tutte e quattro le capitali della moda hanno dimostrato in modo così convincente che l'abbigliamento reale è più importante della pura fantasia, sembra piuttosto straordinario che si continui a presentare un'idea così limitata delle donne che potrebbero indossarli. Dopotutto, che senso ha creare abiti che le donne desiderano acquistare se così tante donne non riescono a riconoscersi in essi?".

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Balenciaga Primavera/Estate 2027

Questo è un aspetto fondamentale, perché ciò che viene mostrato in passerella influenza la percezione dei consumatori. Da un sondaggio di Vogue Business pubblicato nel 2025, è emerso che il 67% dei consumatori è più propenso ad acquistare da brand che mostrano una varietà di taglie, forme e corpi nelle loro campagne. Significa potersi riconoscere, significa sentirci visti e considerati, al di là di uno stereotipo. L'estetica skinny anni Novanta, invece, si è rifatta avanti con prepotenza.

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Miu Miu Primavera/Estate 2027

Lo ha confermato Anna Shillinglaw, fondatrice e amministratrice delegata di Milk Model Management. A Vogue ha affermato che la sua agenzia ha perso circa il 40% dei lavori con modelle curvy negli ultimi anni: "Sembra che le curve non siano più di moda e che quella porta sia stata chiusa. La richiesta di modelle super magre è dilagante al momento. Persino le modelle di taglia standard sono sottoposte a una forte pressione per essere magre come dovrebbero". Il settore pare imponga alle modelle di Milano e Parigi di non superare gli 87 cm di larghezza dei fianchi, come si legge nel rapporto.

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Schiaparelli Primavera/Estate 2027

Londra è stata la città più virtuosa quest'anno, la più inclusiva in termini di taglie. Lo 0,5% dei look era plus-size (in calo rispetto allo 0,8% della scorsa stagione), il 3,6% era mid-size (in calo rispetto al 6,5% della scorsa stagione) e il 95,9% era standard. Parigi ha mostrato un miglioramento graduale rispetto alla scorsa stagione. Male Milano, con poche eccezioni come Philipp Plein, Ferragamo, Marco Rambaldi. In totale solo lo 0,1% dei look presentati in passerella era plus size (in calo rispetto allo 0,2% della scorsa stagione), lo 0,4% era mid size (in calo rispetto al 2,6% della scorsa stagione) e il 99,5% era regular size (in aumento rispetto al 97,37% della scorsa stagione).

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Marco Rambaldi Primavera/Estate 2027

A Fanpage.it Marco Rambaldi ha affermato quanto per lui sia fondamentale andare oltre la moda fine a se stessa, oltre le mode passeggere: per lui, il suo lavoro ha qualcosa anche di politico, di sociale. Per questo rifiuta l'omologazione e porta avanti la sua visioneporta avanti la sua visione: "Rimanendo indipendenti cerchiamo di ritagliarci quello spazio e quel tempo per non snaturarci e per poter utilizzare la moda anche come un messaggio politico, come un messaggio sociale, cosa che per noi è fondamentale. Non amo fare qualcosa tanto per fare, non desidero fare dei vestiti che siano solo fini a se stessi, cerco di creare vestiti e look che possano rappresentare diverse identità e che possano dare anche voce a persone che vivono al margine della società, persone che spesso non hanno modo di potersi esprimere. Ecco con i miei abiti vorrei offrire  a tutti l'occasione di potersi esprimere".

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