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Il mouthpiece di Maison Margiela: la cucitura metallica sulla bocca che sopprime l’identità costa 750 euro

Il dispositivo metallico fa parte della collezione Primavera/Estate 2026 da poco arrivata in store e online.
A cura di Giusy Dente
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Maison Margiela Primavera/Estate 2026
Maison Margiela Primavera/Estate 2026

Maison Margiela in passerella ha portato qualcosa di anticonvenzionale, che ha suscitato un certo shock a primo impatto. L'oggetto in questione fa parte della collezione Primavera/Estate 2026 vista a ottobre per la prima volta e arrivata online e in store l'11 marzo: ha segnato il debutto di Glenn Martens,come Direttore creativo. È un dettaglio che si è imposto immediatamente all'attenzione degli spettatori, ripetuto per tutta la durata dello show, presentato da tutti i modelli e le modelle in passerella.

Non è esattamente un gioiello, ma neppure un accessorio tradizionalmente inteso, perché non è una borsa né una cintura, i primi che verrebbero in mente sotto questa dicitura. Si tratta di un dispositivo metallico applicato alla bocca, che dà l'idea di una cucitura, di qualcosa che rende mostruoso l'aspetto del viso, innaturale. Una versione in argento lucido viene venduta circa a 750 euro su negozi di moda online.

Maison Margiela Primavera/Estate 2026
Maison Margiela Primavera/Estate 2026

Il pensiero va immediatamente alla scena di un film cult, diventata iconica: sembra quasi di trovarsi di fronte Hannibal Lecter. Il celeberrimo personaggio, nato dalla penna di Thomas Harris e portato sul grande schermo con la magistrale interpretazione di Anthony Hopkins, aveva sul viso una maschera rigida inquietante, una maschera di contenimento anti-morso, progettata appunto per renderlo meno pericoloso, per impedirgli di aggredire le persone e darsi al cannibalismo. La maschera avvolgeva la parte bassa del viso, naso compreso, lasciando la bocca leggermente in vista attraverso una piccola fessura, a sua volta chiusa con barre metalliche verticali.

Qui, invece, abbiamo una sorta di anello applicato all'interno della bocca che all'esterno richiama le four stitches (le quattro cuciture caratteristiche del brand). Questo dimostra quanto sia stato perfettamente inserito nell'estetica del marchio. Ma non è certo stato pensato come sterile abbellimento. Il mouthpiece di Maison Margiela è un elemento disturbante che rimanda al tema dell'anonimato. È l'apoteosi dell'omologazione, la soppressione d'identità: rende i volti uguali, gli sottrae il sorriso e qualunque altra espressione, possibilità di comunicazione. L'accessorio è pensato per restituire questo concetto di de-personalizzazione.

Le four stiches
Le four stiches

Messo sulla bocca la blocca, la tiene ferma, la irrigidisce in una posizione che impedisce di parlare, di sorridere, di avere un'inclinazione espressiva. È di fatto una forzatura, una costrizione: questo ci genera inquietudine, perché è appunto uno strumento di controllo, di contenimento, al pari di una museruola (o di una maschera alla Hannibal Lecter). Tutto ciò disturba a livello profondamente inconscio; fisicamente fa quasi accapponare la pelle. Questo concetto si riassume in uncanny valley: una sensazione sgradevole e al tempo stesso di familiarità. Il viso umano è familiare, ma se diventa non-umano ci spaventa, ci fa sentire spaesati. È esattamente quello che succede, per esempio, quando ci troviamo davanti dei robot.

farfetch.com
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La moda concettuale di Maison Margiela provoca, supera i confini del tradizionale: il mouthpiece ne è un chiaro esempio. Il dispositivo metallico tiene la bocca aperta in uno strano ghigno, che però è anche un po' uno sbadiglio, ma anche un po' una smorfia di dolore o un urlo: ogni reazione è svalutata e ridotta a silenzio, che riesce comunque a fare spettacolo.

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