Dove è stato girato A testa alta, il coraggio di una donna: le location della serie tra Roma e Anguillara

Stasera, mercoledì 7 gennaio, va in onda la prima puntata della miniserie A testa alta – Il coraggio di una donna. L'attrice Sabrina Ferilli è la protagonista, nei panni di una preside che finisce al centro di una vicenda di revenge porn, che le sconvolgerà vita e carriera. La serie è stata girata nel Lazio dal 3 aprile 2025 al 27 giugno 2025. La storia raccontata è ambientata proprio in un borgo affacciato sulle rive del lago, alle porte di Roma.
Le riprese, per l'appunto, si sono svolte nei dintorni del lago di Bracciano, in un'area poco turistica e poco frequentata, ma che regala agli occhi splendidi scorci e magnifici paesaggi lacustri. La sede principale delle riprese è stata Anguillara Sabazia, a circa 30 chilometri dalla Capitale. Il vecchio nome del lago di Bracciano era proprio lago di Anguillara.

Nelle puntate è possibile distinguere alcune strade e piazze che la produzione ha scelto come location: sono soprattutto ambientazioni del centro storico. La calma che emanano questi luoghi fa quindi da sfondo a qualcosa di molto più complesso, destinato a sconvolgere gli animi di una comunità intera. Una parte meno consistente delle riprese, invece, si è svolta a Roma.

Il cast ha girato alcune puntate spostandosi tra i quartieri Trastevere e Monteverde. Sono quartieri molto conosciuti, molto frequentati dai turisti, proprio perché sanno che qui è possibile vivere la vera "romanità" popolare. Sono state scelte proprio per dare ancora maggiore risalto alle personalità dei personaggi, per metterne in rilievo le emozioni e la loro parte più intima. A questi quartieri si affiancano poi quelli di Pigneto e Tufello.

La storia, infatti, affronta temi delicati. La protagonista si trova a fare i conti con i giudizi di una società pronta a scagliarsi contro di lei, a puntarle il dito contro, senza minimamente considerarla la vittima di un gesto infame, ossia la diffusione di materiale privato senza consenso.

La visione collettiva di quel video intimo diventa quindi il gancio per una riflessione profonda sull'attualità, su dinamiche purtroppo oggi diffuse. La storia stessa di Virginia Terzi, la protagonista della storia, benché sia frutto dell'immaginazione del regista ha comunque legami e rimandi alla cronaca reale.