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Cosa sono gli “appuntamenti 6-7”: oggi si cerca meno idealizzazione e più sicurezza

La tendenza degli “appuntamenti 6-7” smonta l’ideale di perfezione e punta a costruire connessioni più autentiche senza lasciarsi abbindolare dalle apparenze.
A cura di Giusy Dente
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Le serie tv sdolcinate, le commedie romantiche e i cartoni animati Disney ci hanno rovinato e hanno plasmato un'intera generazione dalle aspettative decisamente troppo alte! La vita, invece, non è un film e costruire una relazione richiede un impegno non indifferente: non basta restituire una scarpetta di cristallo, non basta un bacio sotto il vischio e neppure una dichiarazione fatta coi cartelloni il giorno di Natale. Questo immaginario idilliaco quando si scontra con la cruda realtà crea una certa disillusione, perché ci si rende conto che il panorama reale è molto diverso da quello che ci si era costruito nella mente. La tendenza degli "appuntamenti 6-7" smonta proprio questo castello di carte e suggerisce di corteggiare qualcuno che abbia un punteggio di 6 o 7, piuttosto che un 10.

Facciamo un passo indietro. Su TikTok qualche tempo fa erano virali i video in cui si scherzava su questi voti, questi punteggi di un ipotetico partner. Si ironizzava con frasi tipo "È un 10 ma…", dove 10 era ovviamente il punteggio più alto che era possibile assegnare a un partner perfetto. Per esempio: "È un 10 ma mastica con la bocca aperta" oppure "È un 10 ma sente ancora la sua ex". Ovviamente, si gioca sul contrasto tra una persona potenzialmente perfetta, ma con un difetto evidente su cui è impossibile sorvolare, che quindi fa abbassare il punteggio, anche drasticamente rendendo l'altra persona un po' problematica, per non dire tossica.

La tendenza degli "appuntamenti 6-7" restituisce valore a chi, a primo impatto, non risulta perfetto. È pur sempre una semplificazione delle persone, che chiaramente sono molto più complesse di una scala che va da 1 a 10. Ma è una tendenza che punta a riscoprire i difetti, ad andare oltre la prima rapida occhiata, ad approfondire una conoscenza che, sulla carta, non appare perfetta. L'idea di base è non lasciarsi trasportare dal colpo di fulmine, ma rimanere coi piedi più piantati a terra, adottando un approccio più realistico, senza idealizzare l'altra persona, senza pretendere continuamente le farfalle nello stomaco. Questo potrebbe essere un presupposto più solido per costruire qualcosa a lungo termine, qualcosa che non svanisca quando il famoso 10 comincerà a svelare progressivamente i suoi più che umani difetti inizialmente sottovalutati.

Ovviamente, frequentare un 6-7 non è una garanzia: le fregatura si nascondono anche lì, tra le pieghe di ciò che è "normale". Il presupposto sbagliato di base, in questo caso, è che una persona "inferiore" abbia più possibilità di comportarsi bene: come se non potesse permettersi di fare altrimenti, come se le cattive azioni fossero un premio, una facilitazione consentita solo ai 10 su 10.

È semplicistico pensare che una persona meno attraente sia più facile da gestire o garantisca meno "concorrenza". Un po' come la tendenza dello Shrekking, in cui le persone si "accontentano" se dall'altra parte hanno qualcuno che le fa sentire apprezzate e attenua la solitudine. Della serie: meglio questo che niente. Non è possibile fingere a oltranza e essere scelti come ripiego o "tanto per" non fa mai piacere a nessuno, quindi potrebbe far nascere sentimenti molto negativi all'interno della coppia, da parte di chi sente di non ricevere abbastanza entusiasmo, da chi non si sente apprezzato o peggio si sente sottovalutato.

Come spesso accade coi trend che si sviluppano e diventano virali sui social, anche questa teoria semplifica le cose. È l’estremo opposto di quello che accade sulle dating app, dove tutto è veloce: qui si cerca una connessione più autentica e a lungo termine, ma pur sempre basata su una polarizzazione delle persone. Si annullano le sfumature, si riduce tutto a persone perfette e imperfette, a gestibili e non gestibili, a 10 e 6. Con le relazioni non basta che funzioni, serve che renda felici. Nell’era delle apparenze e della frenesia generale, la vera sfida non è trovare un 10 vero o un 6 che possa aspirare a diventare un 10, ma qualcuno che valga la pena avere accanto e che quando c’è non ci faccia sentire ancora più soli.

@aditiswag

like actually good night streaks

♬ green book (slowed) – dunsky & danvy

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