Angela Caloisi vicina al parto rifiuta le offese: “Mi dicono grassa e irriconoscibile, io mi vedo bella”
Angela Caloisi è vicina al parto ed emozionata ha ripercorso questi mesi intensi ed emozionanti, vissuti sempre accanto al marito Paolo Crivellin. Presto accoglieranno in famiglia un maschietto, il loro primogenito. La nascita del bebè è prevista nelle prossime settimane, tra fine ottobre e inizio novembre 2026. Siamo davvero agli sgoccioli insomma e l'influencer ne ha approfittato per riassumere tutto in un piccolo diario di bordo, che condensa questi quasi nove mesi vissuti nell'attesa, tra paure comprensibili ma anche tante nuove consapevolezze. In primis, quelle sul suo corpo. L'ex corteggiatrice di Uomini e Donne ha ammesso che anche a lei è capitato di sentire parole sgradevoli, durante questo viaggio. Però ha preferito godersi il momento, piuttosto che dare credito alle voci, ai pettegolezzi, ai commenti sotto alle foto sui social.
Ha quindi scritto, allegando alcuni scatti col pancione:
Parlando quindi di come ha vissuto l'immagine riflessa nello specchio ha spiegato: "Fin dal primo istante mi sono sentita bella. Invincibile. Mi guardavo e mi piacevo. Ma mi stavano bene anche le giornate in cui non mi piacevo. Ho ringraziato il mio corpo, l’ho venerato, l’ho mostrato come un trofeo. È capitato che qualcuno mi ricordasse che avevo preso tanti chili con parole del tipo: non sembra più lei, forse stai mangiando troppi dolci, troppo volgare con quel seno, irriconoscibile. E per un attimo mi sono sentita sopraffatta e guardata con occhi diversi. Per un attimo ho cercato difetti dove prima vedevo bellezza. Per fortuna è durato poco. La gratitudine verso quello che stavo vivendo era troppo forte.
Il cambiamento fisico, per quanto naturale e bellissimo, dovuto a un lieto evento, l'ha messa al centro del body shaming di chi comunque ci ha tenuto a farle notare la trasformazione. Un esempio lampante si è verificato sul red carpet di Venezia, quando il suo look è stato aspramente criticato, giudicato poco idoneo alla sua nuova fisicità. Forse sbagliando, si è quasi sentita in dovere di giustificarsi, ammettendo: "Dalle foto/video in effetti risultava più di quello che era dal vivo e forse non era adatto alle mie nuove forme, che sono state difficilissime da gestire. È andata così, non fa nulla".
L'episodio fa riflettere molto su quanto il corpo delle donne abbia perennemente il dito puntato contro: tutti si sentono autorizzati a dire la propria, mascherando la cattiveria con lo scherzo, con l'ironia, col diritto d'opinione. Oggi che la gravidanza volge al termine e Angela ne ha sentite davvero di tutti i colori sul suo conto, si è sentita pronta a fare un bilancio, spiegando che più di tutto oggi prevale in lei come sentimento la gratitudine, verso il suo corpo. È un corpo che si sta preparando a dare la vita e che per questo merita rispetto, innanzitutto il suo, quindi non vuole assolutamente sentirsi sbagliata, anche se all'esterno ci provano in tanti a minacciare quella serenità faticosamente conquistata. Raccontando ciò che ha vissuto sulla sua pelle, l'influencer ha voluto ribadire l'importanza di vivere la gravidanza senza intromissioni esterne, evitando la cattiveria fine a se stessa, evitando di far prevalere ossessioni malsane, ideali di bellezza, standard.
Purtroppo il body shaming è un'arma con cui si va a colpo sicuro per ferire qualcuno, dunque bisogna lavorare molto su se stessi per schermarsi e non farsi colpire. Come ha spiegato a Fanpage.it il dott. Leonardo Mendolicchio: "Il corpo viene utilizzato per ferire le persone, perché il corpo è la base su cui poggia l'immagine. L'immagine ha a che fare con la nostra identità. L'effetto di ritorno rispetto a questa non condivisione della propria identità è qualcosa di traumatico, in particolar modo oggi che c'è un'enfasi particolare sull'identità che si fonda sull'immagine. Le discriminazioni basate sul peso e sul corpo determinano emarginazione, depressione, scoramento". Le parole di Angela Caloisi, dunque, fanno riflettere su quanto sia importante proteggere il rapporto con il proprio corpo dai giudizi esterni, dalle pressioni sociali che ci vorrebbero perfetti, allineati a certi cannoni. Ci ricordano che non bisogna giustificarsi né vergognarsi.