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Alessandro Michele dopo Gucci: “La moda ha bisogno di essere abitata dalla vita”

Alessandro Michele torna a parlare dopo l’addio a Gucci nel podcast Sailor condotto da Chiara Tagliaferri e Maria Luisa Frisa: ecco cos’ha detto sul suo futuro e sul mondo della moda.
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A cura di Arianna Colzi
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Alessandro Michele
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"Una parola che mi piace tanto è Eros, un mito e allo stesso tempo un termine che muove il mondo, che appartiene in modo profondo alla nostra storia, al nostro io". Alessandro Michele torna a parlare dopo molti mesi dal suo addio a Gucci e lo fa nel podcast Sailor di Maria Luisa Frisa e Chiara Tagliaferri prodotto da Storielibere in collaborazione con Camera Nazionale della Moda italiana. Il podcast ‘Sailor. Anatomia del corpo attraverso la moda’ racconta il ruolo della moda nei cambiamenti sociali degli ultimi decenni. Le puntate, da un'ora ciascuna, sono incentrate sull'impatto del mondo della moda sui canoni estetici. Per questo ad ognuno dei designer intervistati è stata assegnata una parte del corpo: a Maria Grazia Chiuri il seno, a Pierpaolo Piccioli gli occhi, a Francesco Risso la mano. Tagliaferri e Frisa hanno assegnato ad Alessandro Michele il cuore, centro di quell'eros che secondo l'ex direttore creativo muove le relazioni umane.

Che fine ha fatto Alessandro Michele

Partendo dalle parole chiave della sua vita e del suo bagaglio sentimentale, Michele riflette con le due autrici sul mondo della moda com'era e sulla realtà che è adesso. Un'ora di conversazione durante la quale il designer non rivela niente sul suo futuro – le ultime indiscrezioni tra addetti ai lavori lo vorrebbero presto a capo della direzione creativa di Fendi – ma si addentra nei dettagli del suo passato.

Alessandro Michele
Alessandro Michele

Alessandro Michele, le voci sul suo futuro a Fendi

Già dalla New York Fashion Week dello scorso settembre sono iniziate a circolare voci sulla nomina di Alessandro Michele a direttore creativo di Fendi, succedendo così a Kim Jones e segnando il suo arrivo nella famiglia LVMH. Se le voci dovessero essere confermate, Michele si tratterebbe di un ritorno alla Maison romana, visto il suo passato nella sezione degli accessori del marchio tra la fine degli anni Novanta e il 2002, al fianco di Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi. Almeno fino a novembre, termine del periodo di non concorrenza pattuito con Kering, le ipotesi sono destinate a rimanere tali. Nei contratti tra i brand e i designer , infatti, è previsto che questi ultimi, una volta abbandonato il loro ruolo, non vadano a ricoprire la stessa posizione in una Maison concorrente per un periodo di tempo predefinito.

Il finale di una sfilata Gucci
Il finale di una sfilata Gucci

Alessandro Michele: "La moda deve abbandonare la rigidità"

Dalla sua infanzia romana fino al trasferimento a Bologna, nel podcast Alessandro Michele racconta il suo rapporto con la società contemporanea, "molto meno sporca, e per questo meno libera, del mondo antico". Il designer si addentra nei ricordi romani, l'adolescenza "tagliente e sporca" in periferia che gli ha consentito di conoscere molta umanità, un lato che ha traslato sulle passerelle e nelle sue collezioni. Un mondo di possibilità, quello del sistema moda, che però è imperniato di rigidità: "Sarebbe più bello se la moda abbandonasse la rigidità, se, come il teatro, si aprisse, e capisse". Proprio questa postura, secondo Alessandro Michele, non consente al mondo della moda di riappropriarsi della vita contemporanea nei fatti, "ma solo nelle parole", segnando un distacco d'intenzioni tra quello che è e quello che dovrebbe essere.

Alessandro Michele con Jared Leto e Lana Del Rey al Met Gala 2018
Alessandro Michele con Jared Leto e Lana Del Rey al Met Gala 2018

La poetica delle collezioni di Michele si è sempre lasciata contaminare da citazioni e riferimenti, dal cinema alla filosofia, passando per l'astronomia e la politica. Nella sua prima sfilata di debutto, nel 2015, Michele aveva accompagnato la collezione con una serie di citazioni del filosofo Giorgio Agamben che riassumono la sua direzione Gucci: "Il futuro non esiste, come il passato è un residuo". La moda per il designer romano è un atto teatrale popolare, scenico e fisico: una catarsi che fa emozionare e battere il cuore, quell'eros di cui parlava Michele, anche scardinando l'eleganza e la perfezione. "La moda produce delle propagini bellissime ai corpi", è la visione viva degli abiti che Michele cerca di mettere in atto. Un corso diametralmente opposto rispetto a quello intrapreso da Sabato De Sarno, che ha fatto ritorno ad un'essenzialità quasi silente ampiamente diffusa tra i brand di oggi.

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