Vedere gratis L’Ultima Cena di Leonardo: regole della visita al Cenacolo e come prenotare l’accesso
L'iniziativa Domenica al Museo, promossa dal Ministero della Cultura, apre le porte dei musei statali a titolo gratuito ogni prima domenica del mese. Tra questi, il Museo del Cenacolo Vinciano consente al pubblico di ammirare L'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci senza pagare un centesimo, una nuova tradizione che si rinnoverà anche domenica 1° novembre. Il capolavoro di Leonardo, è una delle attrazioni che richiamano più pubblico e, siccome gli ingressi a disposizione sono limitati, è opportuno avere tutte le informazioni che vi servono per riuscire a ottenere un pass in tempo e non farvi cogliere impreparati.
Orari e modalità di registrazione
I pass per visitare gratuitamente L'Ultima Cena, saranno disponibili online tramite la piattaforma Vivaticket a partire dalle ore 12:00 di giovedì 28 ottobre. Se volete assicurarvi la prenotazione, sarà indispensabile collegarsi immediatamente a ridosso dell'orario indicato. Ogni utente che effettuerà la prenotazione in tempo avrà diritto a un massimo di 5 pass. I titoli saranno individuali e nominali. A questo proposito, è importante assicurarsi che i dati inseriti al momento della prenotazione siano corretti, in quanto per gli ingressi gratuiti non si possono effettuare modifiche del nominativo.
Il 1° novembre, è consigliato di presentarsi con circa 30 minuti di anticipo sull'orario stabilito per le visite. Queste verranno suddivise in turni da 15 minuti, ognuno dei quali interesserà un massimo di 40 persone. È una soluzione che viene adottata per preservare le condizioni dell'opera che, sin dal giorno della sua creazione, è sempre stata tra le più delicate e sensibili all'ambiente circostante. Il museo precisa che questo tipo di ingresso riguarda solo la visione dell'opera. Non si potrà pertanto usufruire di servizi come visite e laboratori secondari e nemmeno svolgere visite guidate professionali.
Simboli e misteri dell'Ultima Cena
L'Ultima Cena fu dipinta da Leonardo Da Vinci tra il 1493 e il 1498, all’interno del refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano e dal 1980 è patrimonio dell'UNESCO. Ricco di una simbologia che, nei secoli, ha anche alimentato varie teorie esoteriche, il dipinto stupisce anche per la tecnica rivoluzionaria adottata dal suo creatore. Leonardo si era infatti discostato dalla tradizionale tecnica dell'affresco e aveva utilizzato un miscuglio di tempera e olio su intonaco già secco. Questo, però, rese estremamente fragile l'opera, che già dopo i primi anni dalla sua realizzazione iniziò a deteriorarsi.
La composizione del dipinto è un concentrato di simbologia religiosa. Gli apostoli disposti in gruppi di tre rappresentano il concetto sacro della trinità, mentre la figura di Giuda è rappresentata nella penombra con in mano un sacchetto di denaro, quasi come un presagio funesto del tradimento imminente. Gesù, invece, spicca al centro, con le braccia protese in avanti a comporre un triangolo perfetto. Nei secoli, molti si sono spinti oltre nell'analisi della complessa simbologia dell'opera, arrivando a ipotizzare significati esoterici nascosti. Alcuni hanno visto nei quattro gruppi di apostoli una metafora delle quattro fasi della Grande Opera Alchemica: Nigredo, Albedo, Citrinitas e Rubedo. Altri hanno addirittura notato l'assenza di un calice in tavola e hanno interpretato lo spazio vuoto a forma di "V" che si forma tra Gesù e Giovanni come un rimando al Sacro Graal, il vero calice.