Bouquet da sposa, La Fiorellaia svela i trend per il 2026: “Bianco classico, ma composizioni più elaborate”

Con il bouquet tra le mani della sposa si apre uno dei momenti più iconici del matrimonio, la camminata verso l’altare. In realtà, il lavoro del flower design parte molto, addirittura prima anche della stessa scelta dei fiori. Colori, atmosfera, personalità della coppia e stagionalità si intrecciano per costruire un racconto visivo sempre più su misura. Se il bianco continua a rimanere un grande classico scelto per il bouquet nuziale, le tendenze del 2026 sembrano muoversi verso composizioni più ricercate, lavorazioni artigianali e un ritorno a forme compatte che reinterpretano la tradizione. Fanpage ne ha parlato con Cecilia Paganini, fondatrice del flore design studio La Fiorellaia, per capire da dove nasce davvero un allestimento floreale e quali saranno i bouquet protagonisti dei prossimi matrimoni.

Quando si parla di allestimenti floreali per un matrimonio, da dove si parte solitamente? Dal bouquet della sposa, dalla palette colori o da altro?
Non esiste una regola precisa. Io parto sempre dall’ascolto della coppia, perché ogni matrimonio è diverso e ogni coppia ha priorità differenti. Ci sono sposi che arrivano con un’idea molto chiara dei colori e mi dicono, ad esempio, che vogliono assolutamente evitare il giallo o il rosso, oppure che desiderano un allestimento interamente sui toni dell’azzurro e del viola. Altri, invece, non hanno preferenze sui fiori ma hanno ben chiara l’atmosfera che vogliono vivere. Se una coppia mi racconta di desiderare qualcosa di naturale e spontaneo, allora ci si orienta verso fiori di campo e composizioni più morbide e libere. Si parte sempre dai desideri e dalla personalità degli sposi: è questo che fa davvero la differenza nel lavoro di flower design.

Il bouquet resta uno degli elementi più simbolici del matrimonio. Come è cambiato negli ultimi anni e quali richieste ricevete più spesso dalle spose?
Il classico bouquet bianco non passa mai di moda. Anche le spose più alternative spesso mi chiedono comunque un bouquet prevalentemente bianco, perché resta legato a un immaginario di purezza e rappresenta simbolicamente la sposa. Negli ultimi anni, però, stanno tornando bouquet più piccoli e più elaborati dal punto di vista artigianale. Dopo anni di bouquet molto grandi, ariosi e spontanei, oggi si tende a lavorazioni più compatte e strutturate, legate anche alla tradizione italiana del bouquet. Sono composizioni più ricercate e tecnicamente complesse, e questo valorizza anche il lavoro del flower designer.

Giugno è uno dei mesi più scelti per sposarsi. Quali sono i fiori di stagione che consigliate maggiormente in questo periodo e perché?
Scegliere fiori di stagione è importante sia per una questione di sostenibilità ambientale sia perché il fiore, nel suo periodo naturale, rende molto meglio anche dal punto di vista estetico. Una peonia fuori stagione, ad esempio a settembre, costerà moltissimo, arriverà dall’altra parte del mondo e non avrà la stessa qualità. Maggio e giugno sono mesi ricchissimi di fioriture: peonie, rose, rose inglesi, bocche di leone, gladioli, camomille, allium e tanti fiori di campo. Sono periodi molto generosi per chi si sposa.
