Tolyamory, lo psicologo Merigo spiega perché tolleriamo i tradimenti: “Chiudiamo gli occhi a discapito della felicità”

Tolyamory: cosa vorrà mai dire questa parola così strana? Va a designare qualcosa di estremamente semplice, con cui siamo entrati tutti a contatto nella vita direttamente o indirettamente, perché esiste da sempre nella nostra società, ma non aveva ancora un nome. Il termine è stato coniato dal consulente sentimentale Dan Savage in un episodio del suo podcast. L'espressione è la fusione macabro-ironica di "tollerare" e "poliamore" (tolerate e polyamory). È la tendenza per cui gli individui in una relazione monogama agli occhi di tutti, tollerano le infedeltà del partner, anche se non le condividono e non ne sono certo entusiasti, a differenza di quanto accade nel poliamore. Di fatto, questo è solo un tradimento bello e buono.
Intervistato da Fanpage.it, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Merigo ha chiarito che questo comportamento di accettazione ha molto a che fare con concetto di identità: "Si fa per non mettere a repentaglio la propria identità, nel senso che alcune persone vivono l'idea dell'identità della coppia come un'identità propria. Come dire: meglio cornuta che divorziata, per usare un'espressione un po' infelice che rende l'idea. Piuttosto che mettere a rischio l'identità si preferisce tacere, acconsentire. Anche l'immagine è identità, quindi non mostrare agli altri, non rendere pubblico che la coppia non sta funzionando, che ci sono delle cose che non vanno. Bisogna comunque mantenere una una sorta di parvenza, per non esporsi a malelingue. Sui social poi tutto viene amplificato, quindi lì si mostra sempre la parte migliore e per farlo bisogna accettare certe cose".
La differenza col poliamore vero è chiara: in quel caso c'è un accordo neppure tanto tacito nella coppia, perché se ne parla apertamente. Entrambi sanno quello che fa l'altro e oltre a esserne consapevoli, lo accettano e raccontano le loro esperienze. È una dinamica interna che, per quanto possa apparire moralmente sbagliata agli occhi di chi intende la sessualità in modo "tradizionale", è pur sempre condivisa da ambo le parti. Quando praticato in modo etico, il poliamore si basa sull'onestà, sul dialogo: chi partecipa è consenziente, sa quello che sta facendo ed è l'impostazione che ha scelto, non che ha subìto. Ovviamente, non è tutto rose e fiori. Il poliamore non è un'oasi felice a prescindere, come chiarito dal dottor Merigo: "Le situazioni poliamorose sono complesse. Quando si verifica un problema, non è più un problema di coppia, ma diventa problema di trio. I problemi si elevano al cubo".
Nel tolyamory, invece, l'accordo manca: si finge di non sapere, si guarda dall'altra parte, si vive con una benda sugli occhi. Accettare questa situazione è un modo per mantenere in piedi un rapporto che non si è disposti o non si è pronti a chiudere, nonostante ci sia alla base una differente visione della relazione: monogama da un lato, non monogama dall'altro. Ecco che quindi, pur di assecondare l'altro, ci si trova in una condizione che non rende felice, in cui non si riconoscono i propri valori: "Dipende dal livello di sopportazione, ma si può andare avanti così anche tutta la vita". Ovviamente, farsi andare bene una condizione del genere espone a malessere: si fanno avanti gelosie, disagi: "Alcune persone preferiscono soffrire in silenzio, anche all'interno della relazione tacciono. Tutto questo però va a discapito di qualcosa che banale non è: la felicità".
Oltre alla dipendenza affettiva ci possono essere anche altre cause, per esempio una dipendenza finanziaria, che certamente rende più complesso abbandonare un compagno, anche se mette in atto comportamenti non desiderati (in questo caso l'infedeltà). Restare insieme può essere anche dovuto a interessi condivisi forti: "A volte lo si fa per i figli, perché così i figli almeno non sanno, non vedono, non sentono, crescono sani. In realtà i figli queste cose le possono percepire tranquillamente. Ho persone che vengono in terapia da me, che mi parlano dei genitori e dicono che se si fossero separati forse sarebbe stato meglio per tutti".
Certo, il tolyamory può essere anche meno in disequilibrio. Accade quando entrambi i partner intrattengono incontri al di fuori della relazione senza risentimento e traendone rispettivamente beneficio, ma senza doversi impegnare nel trauma di porre fine al rapporto. Socialmente, agli occhi del mondo, una coppia monogama resta comunque più "accettabile". A tal proposito l'esperto ha chiarito: "La coppia tradizionale di fondo, per certi versi, esiste ancora come tipi di valori. Quindi, per quanto ci siamo emancipati, siamo voluti, siamo cambiati su tante cose, su cose come non far sapere del tradimento o non chiudere la relazione per un tradimento, soprattutto se si è sposati, siamo ancora un po' vecchio stampo. C'è da dire, però, onestamente, che le donne non accettano più queste cose. E poi adesso se ne parla di più".
In questo schema di accettazione del tradimento senza limiti, la tolleranza non diventa l'eccezione ma la norma quotidiana con cui convivere. Accettare un tradimento non è facile: tradire se stessi per assecondare qualcuno, purtroppo, lo è molto di più.