Règles élémentaires denuncia piombo e pesticidi negli assorbenti, ginecologa Dellacasa: “Esposizione ripetuta è un problema”

Una donna sa che dovrà utilizzare assorbenti e tamponi per una buona parte della sua vita: questo si traduce inevitabilmente in una spesa, oltre che in una bella scocciatura a cadenza mensile! Nonostante siano un prodotto di cui è impossibile fare a meno e nonostante le mestruazioni non siano una scelta, il loro costo resta elevato, tassati come fossero beni di lusso e non di prima necessità: la tampon tax è una questione di vecchia data, una battaglia andata avanti per anni tra emendamenti bocciati e proposte di legge dimenticate. Si tratta appunto dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata a tamponi, assorbenti, coppette mestruali: è stata portata dal 22% al 10%, ma in molti Paesi europei è stata eliminata del tutto, per un accesso davvero garantito a tutte. Oltre al costo, questi dispositivi medici si trascinano dietro un problema di smaltimento, di sostenibilità ambientale, di inquinamento: sono rifiuti che finiscono in discarica, dove i loro componenti plastici impiegano secoli a degradare. Ma, dulcis in fundo, ci sono anche delle problematiche che riguardano la salute di cui si è già parlato in passato, ma anche qui si va molto a rilento. Il tema è la potenziale pericolosità di assorbenti interni ed esterni a causa dei materiali che contengono e con cui vengono realizzati.
Règles élémentaires chiede di tutelare la salute delle donne
L'allarme è stato rilanciato da un rapporto di Règles élémentaires. L'ONG francese ha denunciato la presenza di pesticidi, metalli pesanti, microplastiche negli assorbenti, perché non c'è alcuna normativa europea che regolamenti l'impiego di queste sostanze. Ovviamente prima di essere immessi sul mercato vengono fatti i dovuti controlli per testarne la sicurezza, ma gli assorbenti così come tutti i prodotti per l'igiene intima sono considerati in Europa beni di consumo generici, quindi si tratta di controlli non paragonabili a quelli fatti per farmaci o per i dispositivi medici.
Le risposte normative sono frammentarie e incomplete, sono poche le giurisdizioni più rigorose. Il rapporto cita la Francia e la Spagna che hanno adottato divieti, raccomandazioni o obblighi di trasparenza, ma sono misure dalla portata limitata: riguardando solo gli ingredienti aggiunti intenzionalmente ed escludono quindi residui e sottoprodotti inquinanti che possono entrare nel prodotto durante la sua fabbricazione o trasformazione.
Il nuovo rapporto, più che soffermarsi sulla pericolosità dei materiali, chiede più rigore nei controlli, più attenzione per la salute delle donne, l'applicazione di norme condivise, visto che invece attualmente ogni Stato applica regole diverse, quindi mancano standard comuni. Si legge infatti: "La regolamentazione dei prodotti mestruali, utilizzati da oltre 112 milioni di persone in Europa, è ancora molto insufficiente. Questo studio dichiara che la sorveglianza dei prodotti mestruali è un imperativo di salute pubblica e una questione di diritti fondamentali". Lo scopo dichiarato è proprio: "Dimostrare che la responsabilità deve essere spostata dal comportamento individuale dei consumatori e delle consumatrici a una responsabilità strutturale a livello industriale". Ad oggi, questa responsabilità manca. Intervistata da Fanpage.it, la ginecologa Ilaria Dellacasa ha chiarito che è importante essere informati, ma al tempo stesso vanno vietati allarmismi.
L'intervista alla ginecologa Ilaria Dellacasa
Pesticidi, microplastiche e metalli pesanti contenuti negli assorbenti sono pericolosi, anche in queste quantità minime? Che danni possono causare?
È corretto dire che il tema merita attenzione, soprattutto perché parliamo di prodotti utilizzati per molte ore e in una zona particolarmente delicata del corpo. Tuttavia è importante evitare allarmismi: la presenza di tracce minime non equivale automaticamente a un rischio clinico certo. Il problema principale riguarda l'esposizione ripetuta nel tempo e la necessità di standard produttivi sempre più trasparenti e rigorosi. Alcune sostanze, se presenti oltre determinati limiti o in caso di esposizioni cumulative, possono essere associate a irritazioni locali o, in generale, a possibili effetti sulla salute. Per questo servono controlli continui e maggiore chiarezza per le consumatrici.
Fastidi intimi e pruriti sono potenzialmente attribuibili a questi materiali contenuti negli assorbenti?
Sì, in alcuni casi fastidi come irritazione, prurito, bruciore o sensazione di disagio possono essere correlati al contatto con determinati materiali, profumazioni, additivi chimici o alla scarsa traspirazione del prodotto. Va però detto che non sempre la causa è l’assorbente: sintomi simili possono dipendere anche da infezioni vaginali, alterazioni del pH, dermatiti da contatto o sensibilità cutanea personale. Se il disturbo si ripete, è utile cambiare prodotto e confrontarsi con il ginecologo.
Le donne sono correttamente informate sull'esistenza di alternative più sostenibili agli assorbenti tradizionali?
Oggi l'informazione è sicuramente maggiore rispetto al passato, ma c'è ancora molta strada da fare. Molte donne conoscono coppetta mestruale, mutande assorbenti o assorbenti lavabili, ma spesso restano dubbi pratici su igiene, comfort, utilizzo e sicurezza. Più che un tabù, direi che per alcune è ancora un territorio poco conosciuto. Quando si parla apertamente di mestruazioni e salute intima, le donne diventano molto più libere di scegliere ciò che sentono adatto al proprio corpo e al proprio stile di vita.
Per scegliere un assorbente sicuro, cosa bisogna controllare sulla confezione?
Consiglio di orientarsi verso prodotti con composizione chiara e trasparente, privi di profumazioni inutili e dermatologicamente testati. È utile preferire materiali traspiranti e scegliere il livello di assorbenza adeguato al flusso, evitando di tenere lo stesso assorbente troppe ore. Per chi ha pelle sensibile o tende a irritazioni ricorrenti, può essere utile provare linee ipoallergeniche o in cotone. In generale, il prodotto migliore è quello che unisce sicurezza, comfort e rispetto della propria fisiologia.