video suggerito
video suggerito

L’incompetenza che fa carriera: che cos’è l’effetto Dunning-Kruger

Quando l’incompetenza si crede brillante e l’esperienza si mette in dubbio. Effetto Dunning-Kruger, l’errore che confonde sicurezza e capacità nel lavoro di tutti i giorni.
A cura di Elisa Capitani
0 CONDIVISIONI
Immagine

Ti sarà sicuramente capitato a un certo punto della tua carriera lavorativa di trovarti davanti a qualcuno, un tuo capo, un tuo collega, e di chiederti come avesse fatto ad arrivare fino a quel punto, mentre lui si credeva magari il migliore del mondo. Di fronte a persone evidentemente incompetenti ma ultra sicure di sé, si finisce per domandarsi se non sia proprio la sicurezza a fare carriera, più che la competenza o l'esperienza. Non si tratta solo di una tua sensazione, ma di un meccanismo che esiste davvero e che ha un nome: effetto Dunning-Kruger.

Che cos’è l’effetto Dunning-Kruger

L’effetto Dunning-Kruger è un fenomeno cognitivo studiato alla fine degli anni Novanta dagli psicologi sociali David Dunning e Justin Kruger. Indica la tendenza delle persone con basse competenze in un determinato ambito a sopravvalutare le proprie capacità, proprio perché non possiedono gli strumenti necessari per capire i propri errori o i limiti del proprio sapere. In altre parole, non sanno di non sapere e tendono a sovrastimare le proprie abilità. A livello psicologico questo fenomeno ha una sua logica, perché chi ha appena iniziato ad avvicinarsi a un tema spesso percepisce una sensazione di facile padronanza, mentre chi ha accumulato esperienza diventa più consapevole della complessità e riconosce i margini di miglioramento. L’esperto tende a dubitare, il principiante tende a mostrare sicurezza.

Le caratteristiche e il loro effetto sulla vita quotidiana

Uno degli aspetti più interessanti dell’effetto Dunning-Kruger è la sua dimensione pratica. Non è un fenomeno confinato agli studi psicologici, ma qualcosa che si manifesta nella vita di tutti i giorni, dalle riunioni di lavoro ai dibattiti sui social, fino media. In contesti professionali il risultato è spesso paradossale, perché chi è meno competente può apparire più propositivo, più energico e più disposto a prendere decisioni, oltre che ovviamente molto sicuro di sé. Questa sicurezza viene talvolta scambiata per competenza da chi osserva, producendo situazioni in cui a emergere sono profili perlopiù incompetenti ma convinti della propria superiorità. Al contrario, chi ha più esperienza può mantenere un profilo più insicuro e riflessivo, perdendo visibilità e riconoscimento nonostante una reale padronanza del proprio lavoro. Nel quotidiano questo si traduce in frustrazione, in fraintendimenti e in una diffusa sensazione di essere circondati da persone convinte di avere sempre la risposta giusta, anche quando ignorano metà delle domande o addirittura l’argomento in questione.

La differenza con la sindrome dell’impostore

L’effetto Dunning-Kruger viene spesso messo in relazione con la sindrome dell’impostore, ma si tratta di due meccanismi psicologici opposti. Se il primo porta a sopravvalutarsi, la sindrome dell’impostore porta a dubitare di sé anche di fronte a risultati evidenti, con la sensazione di non meritare i propri successi o di essere stati semplicemente fortunati. Chi vive la sindrome dell’impostore ha competenze reali ma una percezione distorta verso il basso, mentre chi cade nell’effetto Dunning-Kruger percepisce una competenza che non possiede. Questi due estremi possono convivere nello stesso ambiente di lavoro, alimentando dinamiche complesse, in cui l’eccesso di sicurezza si scontra con l’eccesso di autocritica. Ed è proprio in questo intreccio che si spiega perché, ogni tanto, ti ritrovi a osservare carriere che non ti aspetteresti e a chiederti dove siano finite le competenze e il merito.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views